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Cronaca | 24 gennaio 2020, 16:00

Si ferma il progetto immobiliare dei frati in piazza Leopardi, e il comitato chiede il coinvolgimento dei residenti per la nuova versione

Questa sera l'incontro nelle sale parrocchiali per fare il punto della situazione e impostare un dialogo produttivo tra le parti in causa

Si ferma il progetto immobiliare dei frati in piazza Leopardi, e il comitato chiede il coinvolgimento dei residenti per la nuova versione

Genova - E' arrivata ieri la notizia dello stop al progetto di ristrutturazione del palazzo di proprietà dei frati in piazza Leopardi. A ritirare la pratica in Comune sono stati gli stessi religiosi, Frati minori conventuali dell'ente ecclesiastico Provincia Ligure-Piemontese, ufficialmente per la richiesta di una verifica su potenziali vincoli, ma è indubbio che la mobilitazione dei cittadini contro il progetto di ristrutturazione possa aver giocato un ruolo importante nella vicenda. 

Si tratta dunque di una vittoria per chi avversava il progetto? No, o almeno non in senso definitivo, secondo il portavoce del Comitato per piazza Leopardi Enrico Da Molo che sottolinea come in realtà si tratti in realtà del primo passo di un percorso che solo con l'impegno di tutti porterà a un'esito felice della vicenda per tutte le parti in causa. Per stasera nel frattempo è previsto un incontro pubblico presso le Sale parrocchiali San Francesco, messe a disposizione dal parroco come primo cenno di apertura al dialogo con la popolazione circa la prospettiva della ristrutturazione, che fino a ora è mancato.

"Noi continuiamo a credere che ci sia bisogno di un dialogo con i residenti per arrivare a un progetto condiviso - spiega telefonicamente alla Voce di Genova il portavoce Da Molo -. Spero che si riveli possibile, nonostante i segnale contrastanti che ci sono arrivati. Da una parte abbiamo la positiva disponibilità del parroco a ospitare l'incontro pubblico di stasera, dall'altra però mi sono arrivate voci indirette che si starebbe preparando una mera operazione cosmetica sul progetto. Secondo questa ipotesi sarebbe in elaborazione una nuova versione dell'operazione con novità limitate alla parte estetica, ma rimarrebbe identico nell'impianto e nelle finalità"

Naturalmente si tratta di una prospettiva fortemente avversata dal Comitato, che chiarisce di non essere disposto ad accettare un approccio superficiale nel ridisegnare la ristrutturazione: "Premesso che in questo paese l'attività economica  è libera, e quindi un proprietario di immobile nel rispetto di leggi e regolamenti può fare quello che ritiene, in molti hanno ritenuto di  sottolineare che il progetto, oltre a evidenti incompatibilità con il contesto da un punto di vista estetico, proprio nelle sue finalità non è propriamente in linea con la missione dell'ente religioso proprietario, che invece di massimizzare il profitto dovrebbe trovare soluzioni capaci di garantire la funzione sociale dello stabile. La cosa che noi chiediamo ora, così come abbiamo fatto dall'inizio, è il dialogo. Stiamo ponendo un problema di metodo, perché un'operazione del genere è impensabile sia fatta senza un confronto pubblico".

In ogni caso il lavoro del Comitato per piazza Leopardi continua, anche in vista dell'approssimarsi dell'audizione in Comune: "Stasera ci vediamo per questa riunione, e ci organizzeremo per decidere chi incontrerà martedì i capigruppo dei vari schieramenti politici in Comune, e cosa andremo a dire - aggiunge Da Molo -. Io poi stasera proporrò di istituire dei gruppi di lavoro per approfondire specifici aspetti, come quello architettonico, quello che riguarda i vincoli della Soprintendenza, c'è il tema di un lascito vincolato all'uso sociale".

"Credo che siamo di fronte a un'esperienza di partecipazione positiva, noi non siamo il gruppo del no, ma auspichiamo che sia possibile fare un processo con il coinvolgimento della comunità - conclude il portavoce del Comitato -. Poi se non sarà possibile stiamo studiando la possibilità di ricorsi e quant'altro, ma vorremmo proprio evitare di arrivare a questo. Non accetteremo però un semplice disegnino con due cambiamenti marginali, vogliamo un lavoro approfondito: verificheremo che ciò avvenga nelle prossime settimane".

Carlo Ramoino

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