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Cronaca | 22 febbraio 2020, 18:01

Biblioteca di Voltri, scale inagibili e ascensore a mezzo servizio. Così non va (FOTO)

L’unica struttura del Ponente genovese (fatta eccezione per Ca’ Nuova) presenta gravi ammaloramenti. Lorella Fontana (Lega) presenta un Odg a Palazzo Tursi. Intanto si riaccende il dibattito su una biblioteca a Pegli: ma quello che servono sono aule studio smart

Biblioteca di Voltri, scale inagibili e ascensore a mezzo servizio. Così non va (FOTO)

Per accedere alla Biblioteca Comunale ‘Rosanna Benzi’ di Voltri, l’unica del Ponente genovese (se si fa eccezione per quella nel quartiere di Ca’ Nuova), da parecchio tempo non si possono utilizzare le scale. L’unico ascensore in funzione non può essere usato da più di quattro persone. Molti spazi sono inagibili. Altri sono ammalorati. L’intonaco viene giù a pezzi, sia all’interno che all’esterno. Le condizioni generali del plesso non sono affatto buone.

Eppure, questa è una struttura che serve come il pane, che è frequentatissima, che è preziosa, insostituibile, e che per tutti questi motivi andrebbe mantenuta come un gioiello. In un Ponente dove mancano le aule studio (c’è un intenso e serio dibattito relativo all’apertura di un simile servizio negli spazi della ex stazione ferroviaria di Pra’, che vede impegnato soprattutto il consigliere municipale di A Sinistra, Filippo Bruzzone) e dove, nei giorni scorsi, si è riacceso sui social network un discorso sulla sistemazione di una biblioteca a Pegli, che ha generato moltissimi commenti, la ‘Rosanna Benzi’ di Voltri va difesa e tutelata con le unghie e con i denti, proprio perché è un punto di riferimento. L’altra biblioteca comunale più vicina è quella di Sestri Ponente, presso l’ex Manifattura Tabacchi, ma siamo già nel territorio del Municipio VI.

I lavori sono necessari e non dovrebbero più essere rinviati. Anche per questo, la politica è tornata a farsi sentire, a gran voce. Nei giorni scorsi, Lorella Fontana, capogruppo della Lega a Palazzo Tursi, ha presentato un ordine del giorno, il 7/2020, dove si parla proprio della struttura di Voltri, nell’ambito dei ‘Documenti previsionali programmatici 2020/2022’.

Fontana ricorda che “la biblioteca di Voltri presenta da anni una condizione di inagibilità per accedere a mezzo scale e che, a fronte di un pesante ammaloramento esterno della torre, sul quale si attende un intervento da lungo tempo, l’accesso è consentito solo attraverso l’uso dell’ascensore, con capienza non superiore a quattro persone”.

Secondo la capogruppo del Carroccio in Sala Rossa, “quanto esposto rappresenta una notevole limitazione a un luogo molto frequentato e, soprattutto, di grande utilità pubblica. Anche perché le stesse vie di emergenza rappresentano un problema nell’attuale condizione degli accessi”. Per tutti questi motivi, s’impegnano il sindaco Marco Bucci e la Giunta Comunale “a trovare le risorse necessarie atte a poter programmare un idoneo intervento di risistemazione delle parti ammalorate e poter avviare così un percorso di ripristino per restituire tale plesso in sicurezza all’utenza non solo voltrese, ma di buona parte del Ponente genovese”.

Intanto, un cospicuo movimento ‘popolare’ per aprire una biblioteca a Pegli è partito nei giorni scorsi su Facebook. Lo si deve a Daniela Malini, docente di lettere al Liceo Artistico. Il suo post, nel gruppo ‘Sei di Pegli se…’ coordinato dal sempre attento e puntuale Gabriele Calvillo, ha ottenuto più di duecentotrenta commenti.

L’insegnante scrive: “Una domanda, magari per un prossimo ordine del giorno in Municipio: come mai Pegli non ha o non desidera con tutte le energie una biblioteca? La biblioteca non è solo il luogo dove si va a prendere un libro. È un punto di incontro per gli adulti e un centro di aggregazione per i giovani. In biblioteca i ragazzi vanno a studiare per gli esami ma anche per scambiare due parole. Per molti adulti, magari pensionati, soprattutto se la biblioteca fosse bella, moderna e magari ubicata vicino al mare - le aree ci sono o si possono trovare - ci sarebbe la possibilità di stare fuori casa senza essere costretti a sedersi in un bar per leggere il giornale o incontrare persone. Per i bambini vorrebbe dire abituarli al rapporto con i libri o giochi didattici. Per tutti significherebbe poterci aprire a incontri, presentazioni di libri, convegni. Chi fosse d’accordo lo scriva sotto, potremmo iniziare con una richiesta scritta al Municipio”.

La proposta ha riscontrato moltissime adesioni e non è passata inosservata ai consiglieri municipali. Lo scritto di Daniela Malini merita considerazione, e anche una riflessione. Non è che a Pegli manchi una biblioteca. A Pegli, come a Pra’, e come in tante altre delegazioni della città, pure in quelle densamente popolate, mancano spazi comuni per lo studio. Mancano scrivanie, tavoli, aule per la condivisione.

Ed è questo l’aspetto essenziale, più che la presenza o meno dei libri. È giustissima e sacrosanta la ‘battaglia’ per dotare di aule studio gli spazi dell’ex stazione ferroviaria di Genova Pra’. In un mondo moderno dove sempre più di più si studia con l’utilizzo di supporti digitali, quello di cui c’è bisogno - e sarebbe senz’altro una soluzione meno onerosa rispetto a quella di una biblioteca tout court - sono degli spazi di studio attrezzati, con Internet veloce, luoghi comuni per l’incontro e le relazioni, e supporti multimediali. Una sistemazione simile ai tanti spazi privati di coworking che sono sorti e stanno sorgendo in città, come anche nei comuni della Riviera, ma che molto spesso hanno un costo, e pure non troppo contenuto. È qui, invece, che il pubblico può e deve fare la sua parte. Nel garantire analoghi servizi moderni e smart, e alla portata di tutti i cittadini.

In questo senso, una nuova struttura a Pegli ci starebbe eccome e, anzi, sarebbe molto bello che il Municipio VII Ponente si attivasse per portare questa istanza a Palazzo Tursi. Magari, nel frattempo, dopo il ritorno pienamente in funzione della Biblioteca di Voltri.

Alberto Bruzzone

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