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Cronaca | 24 febbraio 2020, 15:57

La città straniata e straniante ai tempi del coronavirus

Mattinata irreale a Ponente: mercato quasi deserto, poche persone in strada e nei bar, solo alimentari e farmacie sono presi d’assalto

La città straniata e straniante ai tempi del coronavirus

Ci sarebbe tanta voglia di normalità, ma a vincere è la paura. Non c’è niente da fare. L’ansia da coronavirus, insufflata dai telegiornali, da chi come sempre esagera, dall’incauto allarmismo dei social network, c’è e si sente perfettamente: la mattinata nel Ponente genovese non è certo come tutte le altre. Non lo può essere, alla luce delle ultime notizie del week end, della chiusura di scuole e musei (ma non si capisce perché non degli impianti sportivi), dello stop a molte gare di calcio. Si sa che, quando si ferma il pallone, allora dev’essere una roba grossa: perché il pallone è sempre l’ultimo a fermarsi, il pallone è lo specchio e il termometro del paese, da sempre.

Questi e tanti altri pensieri animano la mente delle persone, questi e tanti altri discorsi si sentono questa mattina al bar, nelle piazze, in giro sulla passeggiata. Non si parla d’altro, non è un lunedì come tutti gli altri. Ma tante, tantissime facce del lunedì non le vedi, in questa mattinata strana, silenziosa, quasi vuota. Regna il terrore, anche in quelli che fanno di tutto per dissimularlo. Solo il lavoro non si è fermato, solo il commercio, anche questa volta, ha deciso di resistere. Ma con pochissimi clienti. Lunedì, giorno di mercato, sulla passeggiata di Pegli. Ma pochissime sono le persone in giro, e gli ambulanti quasi non battono un chiodo. “Sta andando male - racconta uno degli operatori - Non ho mai visto un lunedì così mollo, neppure alla fine del mese”. In queste strade non c’è il deserto, ma un andare composto sì, un andare stralunato, quasi irreale. Come all’indomani delle grandi tragedie. Come il giorno dopo un’alluvione, il giorno dopo la tragedia del ponte Morandi. C’è lo stesso silenzio, la stessa calma.

Anche i caffè sono quasi deserti, dopo tutta una serie di appelli alle persone a evitare i luoghi chiusi e affollati. Primo risultato? I soliti luoghi chiusi e normalmente affollati, sono stati svuotati. Senza neanche che ne ve sia un motivo serio e conclamato. Ma tant’è. A questo livello arrivano l’ansia e la paura. Solo le farmacie sono prese d’assalto, e con esse i negozi di alimentari e i supermercati. I panifici, intorno alle 12, hanno quasi terminato le scorte di pane. Solo focaccia e grissini. Nei vari supermarket della delegazione, molti scaffali sono vuoti, specie quelli di beni a lunga durata: pasta, scatolame, biscotti. Nessuna mascherina, anche perché in giro non ne se trovano, e perché quelle chirurgiche intanto non servono a un fico secco. Le uniche efficaci, ammesso che ve ne sia realmente bisogno (e qui in Liguria per il momento ancora no), sono quelle con la valvola. Introvabili. E l’amuchina, il gel mani, le soluzioni a base di alcol? Ancora stamattina qualche prodotto era disponibile. Ma nel giro di poche ore è finito tutto. Così, in mancanza dei distributori, che sono stati letteralmente colti alla sprovvista, e insieme a loro le case farmaceutiche, anche perché tutto è scoppiato nel giro di appena tre giorni, le varie farmacie si approntano per conto loro. Realizzando soluzioni ‘in casa’, da mettere in vendita in opportuni flaconcini.

Il resto è poco o nulla: molto peggio che un ferragosto, molto peggio che la vigilia di una grande serrata. A complicare il tutto, anche il fatto che non si sa quando tutto questo avrà una fine. Non ci sono previsioni come nel caso della meteorologia, non ci sono allerte. Abituati a stare in casa o con le scuole chiuse per il maltempo, qui ci troviamo a vivere una situazione assolutamente nuova e assolutamente differente. La Regione Liguria ha indicato nella sua ordinanza la chiusura “fino al primo marzo”, ma nessuno sa dire che cosa accadrà dopo, cosa farà questo virus, se continuerà a imperversare o meno. Intanto, il Municipio VII Ponente, in mattinata, ha organizzato una riunione di Giunta straordinaria, al termine della quale sono state prese alcune decisioni, tutte in ottemperanza del decreto regionale. Ecco nel dettaglio gli annullamenti: 24/2 Incontro Salute Mentale c/o la sala consiliare di Voltri; 24/2 Incontro con CIV e commercianti ore 19,30 c/o la sala consiliare di Pegli; 25/2 Presentazione libro ‘La Strage Silenziosa’ ore 17 c/o la sala consiliare di Voltri; 25/2 Centro Culturale Pegliese giochi da tavolo a cura dell’Associazione Goblin; 26/2 Riunione del Comitato di Voltri ore 20,30 c/o sala consiliare di Voltri; 26/2 Tavolo di Monitoraggio POR ore 14,30 c/o salone municipale di Pra’; 28/2 Corsi di espressione corporea nel Centro Culturale Pegliese a cura di Donne Insieme; 29/2 Assemblea soci Circolo Durante ore 14 c/o Sala consiliare di Voltri; 29/2 Festa di Carnevale e ‘Run to love’ a Pra’; 29/2 Conferenza Associazione Archeosofica ore 15 c/o salone municipale di Pegli; 1/3 Festa di Carnevale di Voltri a cura Pro Loco Voltri 2000.

La Giunta ha disposto inoltre la chiusura di tutte le attività presso Villa De Mari, Centri Civici di via Pavese e via Pastore e del Circolo Sociale Zenit c/o ex biblioteca Firpo, nonché gli eventi previsti all’interno dei locali del Teatro del Ponente. Purtroppo il teatro è fuori. Uno spettacolo mai visto prima, o visto assai raramente. La città straniata e straniante, ai tempi del Coronavirus.

Alberto Bruzzone

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