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Cronaca | 09 agosto 2019, 17:23

Palmaro, l’insostenibile sensazione di esser figli… di un dio minore

Il Comitato deluso dagli ultimi eventi. Di Somma: “Il consigliere Maresca ci aveva promesso un impegno concreto. Risultato? Dopo un anno è tornato a Palmaro, non ci ha neppure avvisato e tutti i soldi saranno destinati a Pra’. Bella presa in giro”

Palmaro, l’insostenibile sensazione di esser figli… di un dio minore

Profonda delusione e la perenne sensazione di sentirsi figli… di un dio minore. L’indomani della visita del consigliere comunale con delega alle attività portuali, Franco Maresca, in quel di Pra’ e Palmaro, nel sestiere di ponente della delegazione, da sempre il più penalizzato dalla presenza dello scalo container, i musi sono lunghi.

Ci sono rimasti male, i palmaresi. Perché Maresca, a loro dire, si era preso altri tipi di impegni, perché il Comitato Palmaro non è stato minimamente coinvolto nella sua visita, perché questo - sostengono - “non è il modo corretto di agire”.

A farsi portavoce dei mugugni, che paiono parecchio giustificati, è Roberto Di Somma, presidente del Comitato Palmaro, sempre in primissima linea per il suo quartiere: “Un anno fa, esattamente l’8 agosto del 2018, questo nostro comitato ebbe un incontro con il consigliere Maresca. Venne a Palmaro, ci parlammo, prese atto della situazione, dei numerosi problemi e disagi, e s’impegnò a spostare su Palmaro una parte dei quindici milioni di euro destinati alla costruzione delle cosiddette ‘dune’. La cosa non è mai avvenuta, eppure è ben testimoniata da un suo post, che noi abbiamo conservato. Ci ha detto inoltre che ci avrebbe ricontattato sulla questione dei binari e del loro spostamento, delle centraline per il rumore e per il monitoraggio ambientale. Che avrebbe fatto qualcosa nell’immediato. Sono trascorsi dodici mesi e non è successo nulla. Ora è venuto a Pra’ e a Palmaro con la Fondazione Primavera e noi lo abbiamo scoperto dai giornali”.

Il problema, per interpretare il malessere dei palmaresi, non è che Maresca abbia incontrato un’altra associazione. Liberissimo di farlo. Ma che abbia incontrato un’altra associazione per parlare di questioni che non interessano lo specifico territorio di competenza. Un po’ come se s’incontrasse un comitato di Pegli per parlare di Multedo, quando a Multedo esistono ben due comitati appositi.

“Ci dispiace non esser stati convocati, visto che il consigliere è venuto in ‘casa’ nostra. Si vede che diamo fastidio o non siamo graditi. Ci sembra una grandissima presa in giro - è il pensiero di Di Somma - Dalle promesse di Maresca è passato un anno, è uno spazio temporale ampio e nel quale potevano esser fatte molte cose. Bastava volerlo. Qui si parla solo delle ‘dune’ di Pra’. Ci fa piacere, ma noi stiamo decisamente peggio. Siamo molto arrabbiati”.

Il presidente del Comitato Palmaro fa ascoltare un file di che cosa accade alla notte, fuori dalle finestre: camion, moto, sirene, più il frastuono dei lavori ai binari, con ferri tagliati, saldature. Un inferno. Provare per credere.

“Ho fatto l’ennesimo esposto alla Asl. Non abbiamo altre armi. Non abbiamo alleati. Maresca? Promesse tante, fatti zero. Continua a chiedere il dialogo, poi va con le altre associazioni. Non è così che si gestiscono le cose: occorre lavorare con il Municipio, con il Comune, con Asl e Arpal. Gli uomini soli al comando non portano a niente, come si è visto”.

Il clima è decisamente surriscaldato. In quest’arena, è evidente, servirebbero politici capaci, e non videomessaggi o selfie sui social network. A buon intenditor…

 

Alberto Bruzzone

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