Tredici perquisizioni tra Genova e La Spezia e altrettante denunce per rissa aggravata.
È il bilancio dell’operazione condotta nella mattinata di oggi, mercoledì 4 febbraio 2026, dalla Digos della Questura di Genova, nell’ambito dell’inchiesta sugli scontri avvenuti nella notte tra il 3 e il 4 gennaio in salita Pollaiuoli, nel centro storico cittadino.
L’attività è stata eseguita su decreto della Procura della Repubblica di Genova e della Procura per i Minorenni, con il supporto del Reparto Prevenzione Crimine e delle Digos della Spezia e di Lucca per i soggetti domiciliati fuori provincia.
Secondo la ricostruzione investigativa, la rissa avrebbe coinvolto giovani riconducibili ad ambienti politici opposti. Da una parte ci sarebbero gli esponenti dell'area antifascista legata a Oregina Antifascista; dall’altra militanti spezzini del Blocco Studentesco, organizzazione giovanile vicina a CasaPound.
Le persone denunciate sono complessivamente 13: sei riconducibili ad ambienti di destra e sette ad ambienti di sinistra. Tra loro figurano due minorenni, entrambi residenti alla Spezia, nati nel 2008 e nel 2009. Gli altri indagati hanno un’età compresa tra i 19 e i 21 anni.
Per gli investigatori, gli scontri sarebbero scaturiti da un incontro casuale tra i due gruppi.
Nel corso della rissa, secondo quanto emerso finora, sarebbero stati utilizzati caschi da motociclista, cinture e fibbiecome oggetti atti ad offendere. È inoltre contestato l’uso di spray urticante.
Gli accertamenti sono stati condotti attraverso l’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza e altre attività tecniche. Proprio grazie ai filmati, gli agenti hanno individuato alcuni capi di abbigliamento indossati durante gli scontri, sequestrati nel corso delle perquisizioni insieme a una bomboletta spray ritenuta compatibile con quella usata nella rissa.
Due persone si sono presentate nei giorni successivi al pronto soccorso dell’ospedale San Paolo di Savona, dichiarando di essersi ferite a seguito di una caduta accidentale: anche questi accessi sanitari rientrano negli accertamenti dell’indagine.
Le perquisizioni, personali, domiciliari e informatiche, erano finalizzate al reperimento di oggetti, indumenti e dispositivi elettronici utili a ricostruire in modo completo l’episodio e a verificare eventuali ulteriori responsabilità.














