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Cronaca | 29 giugno 2020, 17:10

Riapre il punto nascita dell’ospedale Galliera con la benedizione del cardinale Bagnasco [FOTO]

Bagnasco: “È un esempio di come sia importante lavorare assieme soprattutto quando c’è di mezzo la vita nascente"

Riapre il punto nascita dell’ospedale Galliera con la benedizione del cardinale Bagnasco [FOTO]

Dal 1° luglio il punto nascita dell’ospedale Galliera di Genova riprenderà la sua attività dopo essere stato trasferito in piena fase emergenziale al Gaslini: le aree che ospiteranno ostetricia e neonatologia sono state rinnovate al fine di garantire la sicurezza delle pazienti e degli operatori secondo le linee guida igienico-sanitarie; il cardinale Angelo Bagnasco ha dato la sua benedizione ai locali del reparto, presenti alla cerimonia l'assessora comunale alle Politiche socio sanitarie Francesca Fassio, il vicepresidente del Galliera Giuseppe Zampini e il direttore generale Adriano Lagostena.

“È un esempio di come sia importante lavorare assieme – ha detto Bagnasco - soprattutto quando c’è di mezzo la vita nascente: quando si tratta della vita, del suo momento germinale e poi del suo venire alla luce, non possiamo che ringraziare ed essere sommersi dalla meraviglia e questo miracolo sono i genitori, i collaboratori intelligenti e generosi dell’opera di Dio, creatore della vita”.

“La pandemia ha rappresentato una prova straordinaria per tutti e il percorso nascita non ha fatto eccezione, – ha aggiunto Massimo Mazzella, direttore di neonatologia – abbiamo tuttavia dimostrato che i modelli d’integrazione sono possibili laddove esista la giusta determinazione e volontà; nel corso della fase d’emergenza il dipartimento materno infantile del Galliera ha deciso di dare priorità al sistema e alle necessità emergenti mettendo a disposizione le proprie competenze; i suoi operatori medici, ostetriche ed infermiere hanno operato in tutti gli ospedali cittadini contribuendo a mettere in sicurezza l’intero percorso”.

Quello del Galliera continuerà ad essere un modello di assistenza basato sul confronto tra operatori, sulla demedicalizzazione responsabile, sull’umanizzazione delle cure, sulla relazione, sul coinvolgimento attivo delle mamme, sull’applicazione delle buone pratiche, sulla promozione e protezione dell’allattamento, sulla sperimentazione di modelli innovativi dall’osteopatia alle tecniche di parto dolce, al counselling per mamme e operatori.

"Un grande sforzo organizzativo – ha sottolineato Franco Gorlero, direttore di ginecologia e ostetricia – è stato fatto per rendere tutto questo compatibile con le necessità di cautela e sicurezza, ancora attuali, che la pandemia impone: ne usciamo certamente diversi, forse più ricchi, ma è ora di tornare a casa".

Redazione

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