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Cronaca | 01 luglio 2020, 15:28

La denuncia dei lavoratori della cooperativa Agapanto: "Sostituiti e lasciati senza lavoro dall'Rsa 'La Benedetta'" (VIDEO)

Gli operatori sanitari chiedono il reintegro: "Contratto con la nostra cooperativa rescisso per una lite familiare alla quale non siamo interessati, chiediamo di tornare al lavoro tutti". Ma dopo il confronto con l'azienda le posizioni delle parti restano distanti

La denuncia dei lavoratori della cooperativa Agapanto: "Sostituiti e lasciati senza lavoro dall'Rsa 'La Benedetta'" (VIDEO)

Si è svolto oggi in Prefettura l'incontro fra lavoratori della cooperativa Agapanto, sindacati e dirigenti di Genova Riabilitazione, la società che gestisce l'Rsa "La Benedetta", per cercare di trovare una soluzione alla vertenza che coinvolge una trentina di operatori sanitari.

I lavoratori, che prestavano servizio presso la residenza per anziani in forza di un contratto con la cooperativa Agapanto, hanno riferito di essere stati respinti dal personale di sicurezza della struttura al momento del proprio ingresso sul posto di lavoro. Alla loro richiesta di spiegazioni è emerso come Genova Riabilitazione avesse deciso di interrompere la collaborazione con la cooperativa, e abbia assunto direttamente del personale nuovo, che di fatto ha assunto le mansioni precedentemente espletate dai dipendenti di Agapanto.

I lavoratori sono naturalmente sul piede di guerra, e promettono battaglia legale; secondo quanto riferito dai dipendenti della cooperativa la decisione di tagliarli fuori sarebbe il frutto di dissidi familiari completamente estranei al lavoro e alla buona conduzione della residenza per anziani, attestata da una lettera di encomio ricevuta proprio per la positiva gestione dell'emergenza coronavirus.

Genova Riabilitazione e Agapanto sono due realtà gestite in ambito familiare, e la decisione di interrompere la collaborazione con la cooperativa (gestita da uno dei figli del direttore sanitario dell'Rsa), sarebbe proprio il frutto avvelenato di queste dinamiche: "Noi non vogliamo entrare nel merito di vicende familiari e private - spiegano i lavoratori -, ma è inaccettabile che siano penalizzati il lavoro di trenta persone, e il servizio erogato ai pazienti. Noi non abbiamo nulla contro le persone che sono state assunte, gli assistiti non sono certamente stati abbandonati a loro stessi, ma noi conosciamo molto bene ciascun ospite, con i suoi specifici bisogni terapeutici, le sue abitudini e i suoi gusti, tutte dimensioni che correttamente rispettate contribuiscono a innalzare la qualità della vita. E' del tutto evidente che del personale nuovo non ha la nostra esperienza specifica alle spalle, e quindi sarà in grado di produrre un servizio di minore qualità".

I lavoratori hanno chiesto all'azienda di tornare sui propri passi, e riprendere la collaborazione con la cooperativa, o quantomeno di garantire il rientro al lavoro di tutti gli operatori. Genova Riabilitazione ha invece espresso la ferma volontà di contrattualizzare direttamente il personale da ora in avanti, offrendo la possibilità di tre sole assunzioni. I lavoratori hanno rifiutato l'offerta e porteranno avanti la vertenza sul piano legale.

Carlo Ramoino

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