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Cronaca | 27 luglio 2020, 15:08

Il bilancio sociale del Celivo compie 18 anni e spiega nel dettaglio le attività svolte per promuovere il volontariato sul territorio

Tartarini: "Abbiamo percorso questa strada animati dalla convinzione che una rendicontazione puntuale e trasparente rappresenti un valore imprescindibile"

Il bilancio sociale del Celivo compie 18 anni e spiega nel dettaglio le attività svolte per promuovere il volontariato sul territorio

L’assemblea dei soci del Celivo ha appena approvato il bilancio sociale del 2019, la 18^ edizione consecutiva realizzata dal centro di servizio per il volontariato: “È un compleanno importante che segna il raggiungimento di una metaforica maggiore età dei nostri processi di rendicontazione, – afferma Simona Tartarini, direttrice del Celivo – il nostro primo bilancio sociale risale al 2002 e fu redatto senza un modello al quale fare riferimento: non c’erano esempi né linee guida, siamo stati tra i primi ad intraprendere questa strada, faticosa ma appagante. Abbiamo percorso questa lunga strada animati dalla convinzione che una rendicontazione puntuale e trasparente dell’attività istituzionale rappresenti un valore imprescindibile per un centro di servizio per il volontariato”.

Il bilancio sociale spiega in modo dettagliato le attività gratuite svolte per promuovere il volontariato sul territorio e supportare quello attivo; di seguito alcuni numeri sui servizi resi nel 2019 in favore del volontariato sul territorio: 2.730 consulenze, 63 corsi di formazione cui hanno partecipato 1.690 volontari; 6.424 beni in dotazione; 682 colloqui di orientamento al volontariato ai cittadini; 50 incontri nelle scuole con 1.512 studenti coinvolti; 77 newsletter, quasi 150.000 visitatori del sito.

“Il bilancio sociale – aggiunge Luca Cosso, presidente del Celivo – ci ha permesso negli anni non solo di rendicontare al meglio ogni azione ma anche di migliorare costantemente alla luce dell’analisi di quanto fatto sul territorio, nel tempo abbiamo cambiato il modello ma anche il modo di raccogliere i dati, di presentarli e di renderli fruibili a tutti perché è importante far capire al lettore che dietro a questi numeri c’è il lavoro quotidiano di tante persone che s’impegnano e cooperano in favore del volontariato”.

Redazione

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