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Provincia | 05 settembre 2020, 12:14

Laura Guglielmi racconta nel centro storico di Sanremo le incredibili curiosità di Genova

Abbiamo chiacchierato con l'autrice del libro sulla Superba alcune ore prima della presentazione

Laura Guglielmi racconta nel centro storico di Sanremo le incredibili curiosità di Genova

Per la rassegna letteraria 'Magicamente Pigna', questa sera alle 18.30, Laura Guglielmi, docente universitaria, già giornalista de Il Secolo XIX e storica direttore di Mentelocale, il quotidiano online che ha ideato nel 2000, sarà ospite del civ La Pigna Antico Borgo, nell'ex chiesa di Santa Brigida a Sanremo, dove, intervistata dalla collega del Secolo Milena Arnaldi, parlerà del suo libro “Le incredibili curiosità di Genova – Uno sguardo su più di mille anni di storia della Superba” (Ed. Newton Comton).

Abbiamo chiacchierato con Laura Guglielmi alcune ore prima della presentazione.

Senza spoilerare troppo quali sono le incredibili curiosità di cui parli nel tuo libro?

"Questa città difficilmente viene citata nei telegiornali nonostante sia la quinta per numero abitanti, se non per disgrazie, come quella del crollo del ponte Morandi. Eppure, pochi sanno che durante il medioevo, Genova era una delle città più strategiche del mondo, più di Londra e Parigi. Questa è una cosa che stupisce il lettore. Un episodio curioso è quello della conquista di Gerusalemme da parte dei genovesi, tramite uno stratagemma, ovvero smontando le navi con cui erano arrivati, e con il legname hanno costruito una torre grazie alla quale sono entrati a Gerusalemme. Un'altra curiosità che non tutti sanno è che la moglie di Oscar Wilde è sepolta a Staglieno. C'è chi si chiederà stupito: Oscar Wilde aveva una moglie? Sì, e l'amava, ed è venuto a trovarla anche dopo la morte al cimitero di Staglieno".

"Parlando di turismo - continua - non viene quasi mai citata, eppure Genova ne ha parecchio. Ne parlano di più riviste autorevoli, come il Times".

Da Genova sei stata adottata e ci vivi tutt'ora.

"Sì, viaggiando spesso. Il viaggio è un altro tema del mio libro, ho cercato di non concentrarmi solo su Genova, ho cercato posti nel mondo dove c'erano presenze di genovesi, in Sudamerica, nel mar Nero, in Cina. Pochi sanno che Marco Polo scrisse il 'Milione' nelle carceri genovesi di palazzo san Giorgio".

Nel libro non mancano riferimenti al mondo contemporaneo. "Nel 1300 i genovesi erano gli amministratori di cassa nel mar Nero, dove avevano una colonia a Caffa. I Tartari avevano portato cadaveri di persone morte per peste, lancandoli con le catapulte contro la loro colonia, il morbo si insediò, e così i genovesi hanno diffuso la peste in Europa. Questo episodio ci può far riflettere sulla società contemporanea, ci sono stati politici che non hanno voluto chiudere durante il covid, e la conseguenza è che ci sono stati morti in più. La storia dovrebbe servire per evitare errori del passato ,tutti dovremmo imparare dagli sbagli, ma anche da belle cose del passato, e Genova che è stata appetibile per pittori come Rubens e Van Dyck non è da meno".

"Un'altra peculiarità del libro - continua - è parlare della storia delle donne che a partire dall'800 hanno fatto il Risorgimento, riuscendo a essere molto attive. Cito Bianca Rebizzo e Anna Giustiniani, quest'ultima è stata anche amante di Cavour, per lui si suicidò. Bianca Rebizzo è un personaggio che ha molto aiutato ad aprire scuole per le donne. Un particolare curioso su di lei è che era sposata con un donnaiolo, ed era amante di Rubattino, che ha dato tre navi per andare al sud, partite da Quarto. I tre hanno vissuto in casa Rebizzo, il marito aveva accettato che Rubattino fosse l'amante della moglie. Sono tutti e tre sepolti insieme".

In cosa hai visto cambiare Genova negli anni?

"Alternative a rimanere come era prima, ovvero una città industriale non ce n'erano. Genova è stata riconvertita al turismo con molti sforzi. Tanti, compresi i comici come i 'Pirati dei Caruggi' che cito nel mio libro, la deridono per l'accoglienza, ma credo che i genovesi siano stati bravi a riformulare la città, e per questo molto si deve al 2004, quando Genova fu capitale europea della cultura. In quegli anni ci fu vitalità e ripresa, era cresciuta la presenza di giovani impegnati negli eventi culturali. Dal 2007, probabilmente a causa della crisi economica e di altri fattori che di certo non hanno aiutato, è cominciata la decadenza, come ha scritto Bruno Morchio, che ha anche scritto la prefazione al mio libro. Un tempo c'era più coscienza di classe, oggi come oggi non ci sono più punti di riferimento".

E del centro storico cosa ne pensi?

"Ci sono andata a vivere negli anni '80, ed era veramente abbandonato. Di topi ce n'erano decine in più e più grandi rispetto a oggi. Non c'erano locali, solo negozi, anche tipici e caratteristici, ma che alle 19 chiudevano, e la sera il centro era terra di nessuno. Certo, la situazione probabilmente è peggiorata rispetto al 2004, ma chi si lamenta oggi dovrebbe pensare agli anni '80".

Per quanto riguarda la destinazione d'uso di alcuni bassi del centro, cambiata da commerciale a residenziale su decisione del consiglio comunale?

"Basta che non tocchino quelli delle mie amiche trans che salvaguardano il quartiere da spaccio e delinquenza. Nel libro parlo anche della storia della grande fotografa Lisetta Carmi, che ha fatto un libro sulle trans di Genova, allora chiamate travestiti. Fu censurato oggi va a ruba. Tra queste Rossella Bianchi, trans oggi 70enne, ha scritto un libro sulla storia della sua vita".

Per la presentazione del libro, torni nella tua Sanremo. La domanda è la stessa: cosa di queste zone hai visto cambiare a ogni tuo ritorno?

"Sanremo la trovo molto statica, credo che la ciclabile sia un miracolo italiano, mai più immaginavo, con la corruzione e la speculazione edilizia che abbiamo avuto in questo paese, che si fosse capaci di realizzarla. Ha cambiato la vita e la salute delle persone, ha portato turisti, gente dal nord Europa. È la dimostrazione che se si fanno le cose bene possono vivere meglio cittadini e ci si può arricchire con un turismo sano, quello che i nostri amministratori non sempre hanno capito, arrivando a devastare il territorio".

Francesco Li Noce

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