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Economia | 26 ottobre 2020, 15:00

Fipe-Confcommercio: manifestazione di protesta in oltre venti piazze italiane. Negati però i permessi a Savona e Genova

Fipe-Confcommercio Savona: "Per le limitazioni imposte dal DPCM a rischio 350mila posti di lavoro e oltre 50mila imprese a livello nazionale"

Pasquale Tripodoro, presidente Fipe Savona

Pasquale Tripodoro, presidente Fipe Savona

Si ritroveranno insieme nei prossimi giorni in piazza i tanti titolari di bar e ristoranti per chiedere al Governo di cambiare leggermente la rotta intrapresa con le decisioni dell'ultimo Dpcm, le quali mettono a serio rischio il futuro di diversi commercianti e piccoli imprenditori.

Alessandro Cavo, presidente regionale e provinciale di Genova FIPE-Confcommercio dichiara: “Con il nuovo DPCM, per la ristorazione è impedita l’attività del servizio principale della giornata, mentre per i bar si tratta di un’ulteriore forte contrazione dell’operatività. La contrarietà si aggiunge alla consapevolezza che non esiste connessione tra la frequentazione dei Pubblici Esercizi e la diffusione dei contagi, come dimostrato da fonti scientifiche, che attribuiscono piuttosto ad altri fattori – mobilità, sistema scolastico e mondo del lavoro – le principali fonti di contagio”.

“Prendiamo atto – prosegue Marco Buticchi, presidente FIPE-Confcommercio La Spezia – delle dichiarazioni del Presidente del Consiglio Conte relative ad interventi urgenti e specifici a favore del settore, come richiesto con Forza da Fipe Confcommercio nazionale, ma tali interventi devono essere economicamente significativi, certi e immediatamente esigibili per tutte le imprese del settore”.

"FIPE-Confcommercio, a livello nazionale – prosegue Pasquale Tripodoro, presidente FIPE-Confcommercio Savona -, ha promosso una manifestazione di protesta per il 28 ottobre p.v. e sarà presente in 21 piazze d’Italia per ribadire i veri valori del settore (economici, sociali, culturali ed antropologici) messi in seria discussione dagli effetti della pandemia da Covid-19, che sta mettendo a repentaglio la tenuta economica del settore, l’occupazione (a rischio oltre 350mila posti di lavoro) e il futuro di oltre 50.000 imprese. Per quanto riguarda Genova e la Liguria la richiesta di organizzare tale manifestazione è stata ritenuta irricevibile, dalle Autorità competenti, tenute presenti le Ordinanze regionali n. 68 e n. 73 che prevedono divieto di manifestazioni pubbliche e private e divieto assoluto di assembramento".

"Pertanto – informano Alessandro Cavo e Matteo Losio, presidente dell'Associazione Ristoranti FEPAGFIPE Genova – nel rispetto delle norme e per la massima tutela dei nostri imprenditori che è il nostro scopo primario, la manifestazione non si svolgerà se non in forma virtuale". 

Enrico Calvi, presidente FIPE-Confcommercio Imperia, termina sottolineando che “E’ comunque necessario che le Istituzioni e l’opinione pubblica prendano coscienza che la disperazione delle imprese è giunta al culmine perché vedono sfumare in moltissimi casi il lavoro di una vita intera ed il futuro dei loro figli”.

Redazione

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