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Cultura | 10 novembre 2020, 12:45

La maestra e la studentessa si ritrovano come colleghe: la bella storia di Andreina e Camilla

Succede nella quinta classe della scuola primaria ‘Vittorio Alfieri’ di Multedo, il racconto delle due insegnanti: “La tenevo sempre in braccio da piccola", "E' stata un’emozione indescrivibile sapere che avrei lavorato proprio con lei”

La maestra e la studentessa si ritrovano come colleghe: la bella storia di Andreina e Camilla

Nell’anno più difficile e faticoso per tutto l’ambiente della scuola, alle prese con la pandemia di Covid-19, ci sono storie di una tenerezza infinita, che aprono il cuore, ristorano l’anima e danno speranza.

Un posto lasciato scoperto, un’insegnante che mancava: e poi non solo quel posto viene riempito, ma questo avviene nella maniera che non ci si sarebbe mai aspettati. Succede alla scuola primaria ‘Vittorio Alfieri’ di Multedo, nel Ponente genovese: uno dei plessi che fanno parte dell’Istituto Comprensivo Sestri, guidato a partire dallo scorso settembre da un nuovo dirigente scolastico, il professor Valerio Golfieri.

Sono state moltissime, a inizio anno scolastico, le classi che si sono trovate a lavorare a singhiozzo, e questo un po’ in tutta Italia. Anche la quinta dell’‘Alfieri’ non è riuscita a partire a pieno regime e si è aperto tutto il percorso per individuare e scegliere una supplenza.

La sorpresa, per la maestra di ruolo, Andreina Cecchi, è stata quando si è trovata davanti la persona in questione: Camilla Parodi, una sua ex allieva ai tempi delle elementari. Prima insegnante e alunna, poi colleghe: il tempo passa, gli anni scolastici seguitano l’uno all’altro, quello che non si spegne mai è la passione verso ciò che si fa. Quello che non si spegne mai sono l’affetto e i ricordi.

“Quando ho letto il nome della supplente, ho avuto subito la sensazione di conoscerla - racconta la maestra Andreina - Poi è bastato un attimo e mi è tornato in mente tutto. Camilla, certo! Quella bambina dolcissima che mi veniva sempre a cercare durante le ricreazioni e che voleva sedersi sulle mie ginocchia. È stata un’emozione indescrivibile”.

Sembra una scuola che non esiste più: dove ci sono contatti umani e sociali, dove la maestra ti abbraccia e ti asciuga le lacrime, dove cerca di medicare la tua timidezza e ti fa appoggiare al suo grembo, come una grande mamma, la mamma di tutti i suoi ragazzi.

Andreina è stata ‘mamma’ di centinaia di studenti: è un’insegnante molto esperta, ma questo non significa ‘anziana’: “Non importa, questo dell’età non è un discorso che mi interessi. Sì, è vero, lavoro da moltissimi anni. Ho iniziato con le scuole private, poi sono passata alla pubblica. Cercando di metterci sempre lo stesso impegno e lo stesso amore”. E quando ci si approccia al mestiere così, si è sempre giovani, si è sempre ricchi di sani valori.

Tutto vero, perché i bambini la adorano e, adesso possono sviluppare la stessa empatia anche con Camilla: “È una ragazza molto in gamba, ma non avevo dubbi. Si vedeva sin da piccola quanto affetto aveva dentro e quanto era pronta a distribuirlo. Mi piace pensare che anche in questo periodo così sfortunato per tutti ci possano essere delle belle notizie. Camilla è stata una bellissima notizia ma, nel frattempo, non mi posso certo dimenticare della mia collega Luisa, a cui auguro di tutto cuore il meglio, sperando che si possa rimettere e che tutto possa tornare alla normalità”.

Il tempo dell’eccezionalità è però dolce, e ricolmo di tanti ricordi: “Sì - racconta Camilla Parodi - la maestra Andreina mi coccolava sempre. Avevamo altre due maestre, quando andavo alle elementari, e poi c’era lei che si occupava del sostegno. Io mi ci ero affezionata moltissimo. Quando stavo in braccio a lei, provavo una sensazione di pace e di gioia”.

La maestra Camilla torna con Andreina, e pure nella stessa scuola di un tempo: “Sono originaria del quartiere di Multedo e ho fatto pure io le elementari alla ‘Vittorio Alfieri’. Poi, ho proseguito con la scuola media a Pegli, il liceo classico ‘Mazzini’ e, infine, mi sono laureata in Psicologia. A breve sosterrò l’esame di stato per entrare nell’Albo degli Psicologi e, nel frattempo, ho preso l’abilitazione per l’insegnamento. Non so dove mi porterà la mia professione: se farò la psicologa o la maestra. So solo che questa è un’esperienza molto particolare. Ho fatto le prime supplenze lo scorso anno in un altro istituto, ma questa classe, con questa ‘collega’, è qualcosa di straordinario”.

C’è un bello anche nel brutto, un lato positivo anche dove tutto appare negativo: “È dura stare con i bambini e non avere nessun contatto. Per una come me, poi, che ha sempre cercato il contatto, anche perché sono da sempre una sportiva. Dieci anni di nuoto, dieci anni di ju-jitsu. Il contatto è vita, mentre così è tutto molto limitato. Però è fondamentale, per i bambini, che la scuola sia in presenza. Facciamo tutto rispettando le regole”.

Il rapporto tra Andreina e Camilla è nuovamente quotidiano: certo, differente rispetto al passato, ma minimamente inficiato dal tempo, dal punto di vista umano. Se è vero che la pandemia ci ha portato via tanto, è altrettanto vero che non ci ha portato via tutto. Per esempio, non ha portato via la felicità giornaliera di un incontro. Rimarrà virtuale ancora per un po’: ma è l’abbraccio più bello che si potesse immaginare.

Alberto Bruzzone

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