Prosegue questo mercoledì, e andrà avanti per tutti i mercoledì successivi, il rapporto di collaborazione tra ‘La Voce di Genova’ e Disco Club, il celeberrimo negozio di musica di via San Vincenzo, tra i più antichi in tutta Italia e tra gli ultimi rimasti in attività a livello di impresa indipendente. Ogni settimana, nel ciclo ‘La parola a Disco Club’, Gian, Dario e i numerosi altri esperti di questo impagabile ‘covo’ di appassionati ci accompagneranno tra le ultime uscite, qualche curiosità, le ristampe e le chicche da non perdere. Buona lettura e buon ascolto!
La selezione di questa settimana spazia da evoluzioni artistiche inaspettate a preziosi recuperi d’archivio, offrendo pane per i denti di ogni appassionato. Si parte con il nuovo album di Max Gazzè, “L’ornamento delle cose secondarie”, un lavoro particolarmente atteso che, come il precedente “Alchemaya”, si allontana dai singoli più immediati e radiofonici che ne avevano decretato il successo. Il cantautore romano propone infatti un disco più articolato e meditato, caratterizzato da atmosfere orchestrali, strumenti particolari e richiami che ricordano anche le sperimentazioni di Franco Battiato. Un album concettuale che rinuncia alla ricerca della hit facile per privilegiare ricerca sonora e profondità compositiva.
Per gli amanti delle sonorità storiche, prosegue invece la serie di cofanetti dedicati all’universo dei Deep Purple con “Down The Road: The Complete Ian Gillan Band Story”. La raccolta si concentra sulla Ian Gillan Band, formazione nata durante il periodo di inattività di Ian Gillan dopo l’uscita dai Deep Purple. Una band sorprendentemente lontana dalle aspettative dei fan dell’epoca, capace di esplorare territori più sperimentali con forti influenze jazz rock. Il box set comprende otto CD con tutta la produzione in studio della band, mix alternativi e tre concerti dal vivo, diventando così una vera chicca per collezionisti e appassionati.
Da Disco Club continua inoltre il successo dei The Lemon Twigs, che tornano con il nuovo album “Look for Your Mind!”. I fratelli Brian e Michael D’Addario confermano la loro sconfinata passione per il power pop e per le sonorità sospese tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta. Nel disco convivono melodie irresistibili e richiami evidenti a The Beatles, The Monkees e The Kinks. Un album che in negozio sta già ottenendo ottimi risultati di vendita.
Infine spazio a Kevin Morby, che raggiunge il traguardo dell’ottavo album in studio con “Little Wide Open”. Pur restando fedele alle coordinate folk rock che hanno caratterizzato la sua carriera, il musicista americano mostra qui una maturità compositiva ancora più evidente. Il disco è attraversato da echi di Bruce Springsteen e Bob Dylan, elementi che lo rendono perfetto per gli appassionati del classico cantautorato americano e per i buscaderi.














