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Cultura | 27 novembre 2020, 08:46

Capo Noli, la leggenda del leone di pietra

Ancora oggi, nelle giornate di vento di mareggiata, si possono sentire i ruggiti di una leonessa che chiama il suo amato dalle coste del Marocco

Capo Noli, la leggenda del leone di pietra

A molti sarà capitato di percorrere la strada tra Capo Noli e Finale Ligure, nella provincia di Savona. Magari senza notare nulla di particolare, ma se ci si fa caso, anche solo per pochi secondi, si può ammirare il panorama e notare una figura scolpita nella roccia a forma di leone, a picco sul mare.  

Uno scherzo della natura, ad opera dell’azione abrasiva del vento e delle onde, che ha portato alla nascita non solo di una splendida scultura, ma anche di una leggenda. Infatti, nel I secolo d.C., prima che i crociati partissero per la liberazione di Gerusalemme, Capo Noli era una repubblica marinara e le sue navi erano alla ricerca di ricchezze e scambi commerciali. Leone, uno dei marinai, quasi il più giovane, aveva l’obiettivo di osservare da più vicino quegli esemplari di cui lui stesso portava il nome e quindi di dirigersi in Africa e soddisfare il suo desiderio.  

Dopo anni di viaggio in cui quest’idea lo allettava sempre di più, riuscì a raggiungere le coste dell’Africa, approdando precisamente in Marocco. Si spinse alla ricerca dei leoni e quando li vide, gli piacquero talmente tanto che decise di portarne uno con sé a tutti i costi. Solo dopo aver convinto i suoi compagni di viaggio e alcuni cacciatori della zona, riuscì a catturare un giovane e robusto leone, e lo mise in una gabbia per caricarlo sulla nave.  

Durante il viaggio di ritorno, che durò anch’esso qualche anno, il leone dovette nutrirsi di carne fresca e questo costò molto al giovane marinaio. Rientrati a Capo Noli, il leone venne messo in una gabbia più ampia sulle alture delle Manie in modo che il marinaio Leone potesse chiamare amici e parenti per far ammirare questo fantastico esemplare. 

 Il leone non smetteva mai di ruggire, non per aggressività, ma per mancanza della sua compagna da cui era stato separato, che dalle spiagge del Marocco, lo chiamava. Una notte, sentendo sempre più forti i lamenti della leonessa, nonché la sua amata, riuscì a fuggire dalla gabbia e si spinse verso le rocce di Capo Noli continuando a ruggire. 

Un mago che viveva nelle vicinanze del mare, infastidito da quei lamenti e preso dalla rabbia ordinò al leone di smettere di ruggire ma il leone continuò imperterrito. Ormai spazientito, il mago fece un incantesimo e il leone non si sentì più; Lo trasformò in pietra, rimase così, immortalato a picco sul mare a guardare verso la propria casa. 

Ancora oggi nelle giornate di vento di mareggiata si possono sentire i ruggiti della leonessa che cerca il suo compagno, da cui non ha mai avuto risposta dopo quel giorno. 

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Dario Rigliaco

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