/ Cronaca

Cronaca | 01 marzo 2021, 15:10

Pra’, ritinteggiato il Monumento ai Caduti di piazza Bignami

La bella iniziativa messa in campo dalla sezione Anpi della delegazione, insieme al Collettivo Burrasca. Raccolti inoltre beni di prima necessità dal Laboratorio Buridda per Music For Peace

Pra’, ritinteggiato il Monumento ai Caduti di piazza Bignami

Il professor Piero Calamandrei, fondatore del Partito d’Azione e membro dell’Assemblea Costituente, amava ricordare che esiste “un pericoloso stato d’animo che ognuno di noi deve sorvegliare e combattere, prima che negli altri, in se stesso: se io mi sorprendo a dubitare che i morti siano morti invano, che gli ideali per cui son morti fossero stolte illusioni, io porto con questo dubbio il mio contributo alla rinascita del fascismo. Dopo la breve epopea della resistenza eroica, sono ora cominciati, per chi non vuole che il mondo si sprofondi nella palude, i lunghi decenni penosi e ingloriosi della resistenza in prosa. Ognuno di noi può, colla sua oscura resistenza individuale, portare un contributo alla salvezza del mondo: oppure, colla sua sconfortata desistenza, esser complice di una ricaduta che, questa volta, non potrebbe non esser mortale”.

Nell’epoca della resistenza in prosa, un bellissimo contributo è stato dato sabato scorso, grazie all’iniziativa messa in campo dai ragazzi della sezione Anpi di Pra’, insieme al Collettivo Burrasca: di buon mattino, ma soprattutto di buonissima lena, questi volenterosi cittadini si sono armati di pennelli, rulli, secchi di pittura, scale e tantissima energia per ritinteggiare, ridandogli il decoro che merita, il Monumento ai Caduti di piazza Bignami a Pra’.

Il negozio ‘Casa Viva’ ha fornito i materiali, poi a collaborare sono stati anche i membri del Laboratorio Sociale Autogestito Buridda, che hanno promosso in questo contesto una raccolta di beni di prima necessità, compresi giochi per i bambini, che sono stati poi consegnati all’associazione Music For Peace. Il tutto si è svolto alla presenza e con l’aiuto anche dei consiglieri municipali Roberto Ferrando e Chiara Parodi, oltre che degli esponenti della Federazione Giovanile Comunista Italiana, sezione di Genova.

“Questo - raccontano - è stato un importante segnale per tenere viva la memoria, proprio in un preciso momento storico in cui qualcuno sta cercando di cancellarla, equiparando il nazifascismo al comunismo e accomunando sullo stesso piano vittime e carnefici, invasori e liberatori. È stata una bellissima giornata, che naturalmente si è svolta nel pieno rispetto di tutte le norme anti Covid-19 vigenti”.

Una bella giornata di resistenza ‘in prosa’, come avrebbe detto Calamandrei, che è stata molto apprezzata da tutta la delegazione e che ha riscosso unanimi consensi. “Grazie - affermano i promotori dell’Anpi di Pra’ - a tutti coloro che hanno contribuito, in sicurezza, all’insegna della socialità, solidarietà, cura del quartiere, e di un valore unico che ci unisce: l’antifascismo”.

Intanto, anche la sezione di Pra’ dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia ricorda, a cento anni dalla nascita, il partigiano Giacomo Buranello, medaglia d’oro al valor militare alla memoria. Mercoledì 3 marzo, ovvero il giorno di 77 anni fa in cui venne giustiziato, si terrà una commemorazione, alle ore 17,30, in via Leone Pancaldo, davanti alla casa in cui visse. Parteciperanno il presidente dell’Anpi di Genova, Massimo Bisca, e il presidente del Municipio Centro Ovest, Michele Colnaghi. Sabato 6 marzo, quindi, altra commemorazione, alle ore 10 presso il Cimitero della Castagna di Sampierdarena.

Giacomo Buranello aveva cominciato giovanissimo l’attività antifascista. Era ancora studente alla Facoltà di Ingegneria, quando aveva formato un gruppo molto attivo di studenti ed operai, aveva organizzato il ‘Soccorso rosso’ ed aveva messo in attività una tipografia clandestina. Ufficiale di complemento a Chiavari, aveva continuato nell’esercito la sua attività di propaganda.

A 18 anni, sulle pagine del suo diario, scriveva: “Ho concluso che occorre sacrificarsi, che il sangue dei martiri segna la strada più sicura alle idee. Il nostro Risorgimento era fatto inevitabile già dopo i primi tentativi falliti e soffocati nel sangue. Occorre trasformare il pensiero e i sentimenti in azione. Ma prima di giungere al sacrificio supremo bisogna prepararsi, perché tale sacrificio possa effettuarsi ed abbia maggiore efficacia”. Lui sì che della resistenza fu un poeta. Però anche della prosa c’è e ci sarà sempre bisogno. 

Alberto Bruzzone

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium