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Attualità | 23 marzo 2021, 15:30

RainbowLab, la casa del Liguria Pride sta per venire alla luce nel centro storico (FOTO)

In vico Gibello, a due passi da via San Lorenzo, nasce un presidio d'inclusione e socialità dal quale si vuole diffondere quotidianamente la cultura delle differenze; misurerà circa cento metri quadrati

RainbowLab, la casa del Liguria Pride sta per venire alla luce nel centro storico (FOTO)

La ‘nuova casa’ del Liguria Pride sta per essere ultimata nel centro storico, per la precisione in vico Gibello, a pochi metri da via San Lorenzo. Sarà un luogo di visibilità LGBT+ che vuole essere accessibile, privo di barriere architettoniche, aperto all’attività e all’incontro.

“Le attività che il Liguria Pride svolge durante l’anno - spiegano i promotori dell’iniziativa - hanno bisogno di crescere in un insieme di servizi permanenti per la cittadinanza. Questo luogo si chiama RainbowLab, perché sarà un grande laboratorio pensato per generare meraviglie: la natura intersezionale del movimento LGBT+ è la chiave per proporre un nuovo modello civile, dove le differenze non sono più eccezioni ma concorrono in armonia al miglioramento della società. Crediamo nella scommessa di offrire a tutte e a tutti uno spazio vivo, un presidio d’inclusione e socialità dal quale diffondere ogni giorno la cultura delle differenze”.

RainbowLab è uno spazio di 100 metri quadrati a livello strada, con otto vetrine che si affacciano su vico Gibello, a pochi metri da via San Lorenzo, una delle strade più frequentate del centro storico di Genova. Un vicolo centrale ma poco frequentato, dove la presenza di un presidio LGBT+ si sposa con la necessità di popolare un angolo spento del centro storico. Le superfici delle otto vetrine sono pensate per essere coperte da vetrofanie con un’unica grande bandiera rainbow: un segno della presenza LGBT+ in città di forte impatto e che, data la posizione centrale, sarà visibile per tutto l’anno.

All’interno vi sarà un open space articolato in tre zone polifunzionali pensate per ospitare diverse attività: ingresso, area relax e un’ampia sala conferenze. A questi spazi si aggiungono un magazzino per i materiali e un bagno che sta diventando esso stesso un piccolo capolavoro, grazie alle decorazioni a piastrelle di artigiani locali. La sala conferenze, pensata per ospitare fino a 60 persone, sarà attrezzata con computer, proiettore, telo, impianto audio, così da ospitare ogni genere di evento; il pavimento della sala sarà in parquet, così da poter essere utilizzata ogni settimana sia come spazio bimbe/i, sia per ospitare corsi e workshop intorno all’utilizzo del corpo (dal ballo, allo yoga, alla ginnastica posturale). Ampie scaffalature consentiranno la messa a disposizione di materiali per le attività e di un primo nucleo di una biblioteca incentrata sui diritti.

L’area relax verrà attrezzata con comode sedute, mobili e suppellettili per favorire la conversazione e consentire alle persone di vivere il RainbowLab non solo per la partecipazione agli eventi, ma anche come luogo sicuro in cui essere se stesse.

Nonostante la pandemia, gli spazi del RainbowLab possono comunque operare in forma ridotta, in quanto hanno già un protocollo per l’emergenza sanitaria che ne valuta la capienza in numero di massimo 35 persone munite di dispositivi di protezione individuali.

Chi volesse offrire il proprio contributo, darà una mano per coprire le spese per la realizzazione di demolizioni e costruzioni, adeguamento impianti elettrico ed igienico sanitario, opere di rasatura e coloritura, fornitura e posa impianto di riscaldamento in pompa di calore, fornitura e posa pavimenti, fornitura piastrelle per rivestimenti, manutenzione infissi e serrande, realizzazione vetrofanie per le otto vetrine, realizzazione progetto artistico su otto serrande e arredi.

Redazione

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