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Attualità | 23 marzo 2021, 12:00

Un libro ripercorre la vicenda e le opere dei Cappellani del lavoro

Il volume, curato dal giornalista Enzo Melillo, è pubblicato dalle edizioni San Paolo con prefazione di Angelo Bagnasco e postfazione di Marco Tasca; alla presentazione monsignor Molinari ha osservato: “Neanche gli estremisti ci chiusero mai le porte”

Un libro ripercorre la vicenda e le opere dei Cappellani del lavoro

“Entrano in punta di piedi nelle aziende e portano la presenza e la parola di Dio a tutti, cattolici praticanti o meno, credenti e non credenti e rappresentano l’esperienza unica in Italia del sacerdote che svolge questa funzione in un’azienda senza ricevere da essa né offerte né stipendio”.

In questa frase che ci dice Enzo Melillo, volto storico e noto di Rai3 Liguria e voce di ‘Tutto il calcio minuto per minuto’, c’è il pathos che offre il suo nuovo libro, ‘Quel prete che viene in azienda’ di Edizioni San Paolo, e dove il giornalista e scrittore narra con precisione e puntuale documentazione i cappellani del lavoro. Una tradizione quasi unica, vanto morale e spirituale di quella Chiesa di Genova da sempre così attenta al mondo del lavoro e alle sue problematiche, le cui origini affondano nell’era Boetto e massimamente nel lungo pastoralato del cardinale Giuseppe Siri.

Attivi dagli anni Trenta e a seguire nel tempo, descritti da Melillo, che spiega di devolvere parte dei diritti di autore all’Airc. Uscito infatti lui stesso dalla malattia, vuole concretamente manifestare la necessità di attenzione alla ricerca.

La presentazione, avvenuta da remoto ma con relatori in presenza presso la Sala Quadrivium, è stata occasione per sottolineare il valore sociale di questi sacerdoti, quasi missionari nelle fabbriche. Preti di Genova famosi anche in Vaticano.

Lo ha raccontato il frate francescano Marco Tasca, ora al vertice della Chiesa sotto la Lanterna. Quando è stato infatti nominato arcivescovo a Genova si è subito recato da Papa Francesco per ringraziarlo dell’incarico e il Papa gli ha chiesto di questa istituzione. “Io non li conoscevo ma il Papa sì”, ha detto l’arcivescovo, spiegando di aver assicurato al capo della Chiesa che uno dei suoi primi impegni genovesi sarebbe stato conoscere questa realtà.

L’ex segretario generale Cisl, Annamaria Furlan, genovese, ha voluto porre l’accento sul fatto che i valori Cisl sono analoghi a quelli dei sacerdoti che “escono dalle sacrestie e vanno sui luoghi di lavoro. Lavoro identitario tra attività e pane quotidiano. Lavoro parallelo di cappellani del lavoro e forze sociali”.

“I sacerdoti - ha insistito Furlan - dialogano con i lavoratori ma anche con i nostri delegati per ascoltare i problemi, dare consigli, suggerimenti per risolverli, conoscendo a fondo il mondo del lavoro, le fabbriche”.

Mentre il presidente di Confindustria Genova, Giovanni Mondini, ha esaltato la capacità di dialogo e intermediazione dei cappellani tra parti sociali pure diverse tra loro”. Non poteva mancare alla presentazione monsignor Luigi Molinari, storico e stimatissimo presidente Armo, Assistenza Religiosa Morale Operai, creata nel 1951 dal cardinale Siri, che nel suo intervento ha sostenuto l’opportunità del libro e si è soffermato sul fatto che “mai, in occupazioni di fabbriche, nessuno, neppure l’estremista più rigido, ha mai pensato di sbattere in faccia la porta al sacerdote. Noi non venivamo allontanati anche in periodi di contrapposizione durissima”.

La prefazione del libro è stata affidata al cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo emerito di Genova, attuale presidente dei vescovi europei (Ccee), che ha ricordato come durante il suo periodo arcivescovile abbia in ogni maniera favorito l’attività dei cappellani del lavoro.

Il sindaco di Genova Marco Bucci, manager in Italia e Stati Uniti prima di diventare primo cittadino del capoluogo ligure e che quindi conosce a fondo la realtà del lavoro, ha dichiarato grande ammirazione per i cappellani genovesi, definiti “motivo di orgoglio per la città”.

Dino Frambati

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