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Politica | 26 marzo 2021, 19:48

Viadotto Bisagno, Lodi: "Il sindaco deve chiedere ad autostrade di mettere i soldi per il trasferimento degli abitanti in nuove case" (FOTO)

“I residenti sono stati inseriti tra le casistiche che rientrano in una valutazione d’indennizzo o compensazione” dice la consigliera Pd; intanto gli abitanti del Comitato sotto il ponte spingono per un trasferimento in tempi brevi: "Viviamo con un cantiere a settanta metri dalle nostre teste"

Viadotto Bisagno, Lodi: "Il sindaco deve chiedere ad autostrade di mettere i soldi per il trasferimento degli abitanti in nuove case" (FOTO)

“Il sindaco deve chiedere ad Autostrade di mettere i soldi per pagare nuove case a chi vuole spostarsi e per tutelare la loro sicurezza”: spinge sull’acceleratore Cristina Lodi, consigliera comunale Pd, affinché le richieste dei cittadini che vivono sotto il viadotto Bisagno vengano accolte. “Gli abitanti - argomenta - sono stati inseriti tra le casistiche che rientrano in una valutazione d’indennizzo o compensazione, e sono all’interno del Pris (Programma regionale d’intervento strategico) dallo scorso anno; dal Comune dicono che è un problema di soldi rimandando il problema al ministero, invece penso che a metterci i soldi debba essere Autostrade pagando un indennizzo pari all’acquisto di una nuova casa”.

Intanto gli abitanti di via salita delle Gavette insistono per un trasferimento immediato e definitivo di coloro che vivono sotto il viadotto: “Chiediamo che le istituzioni, sia liguri che nazionali, si mettano al nostro fianco per difendere un diritto costituzionale, quello all’incolumità e alla vita, difendendo i cittadini nei confronti delle inadempienze di Autostrade”. L’appello è del Comitato abitanti sotto il ponte Bisagno, 29 famiglie e una cinquantina di persone, che solo pochi giorni fa hanno visto la propria vita a rischio per la caduta di lamiere, di circa 20kg, dai ponteggi installati sul viadotto: l’ultimo oggetto volato da quel ponte che sovrasta le loro case e le loro teste, perché negli anni l’elenco di cose piovute da quell’autostrada sospesa è lungo: “Bulloni, pluviali, calcinacci, passerelle, coperture di furgoni e ultime, ma solo in termini di tempo, lamiere. Un elenco della spesa che racconta come, in un anno e mezzo, dal viadotto Bisagno sia precipitato qualsiasi oggetto contundente, direttamente sulle abitazioni dei residenti di via delle Gavette”, scrivono in una lettera in cui sollecitano il sindaco Marco Bucci a mettersi in contatto col Ministro dei trasporti per “portare a compimento il trasferimento definitivo degli abitanti” dice la portavoce del comitato Chiara Ottonello.

Infatti i residenti di via Salita delle Gavette chiedono al Mit di proseguire la strada che era stata intrapresa dalla precedente ministra delle infrastrutture Paola De Micheli assicurando al più presto il trasferimento immediato e definitivo a tutti coloro che vivono sotto il viadotto: “È una situazione di evidente pericolo e non tutti ne prendono atto, noi l’abbiamo detto fin da subito che questo cantiere settanta metri sopra le nostre teste non era compatibile con le abitazioni” dice Ottonello. Perciò secondo gli abitanti non bastano “indennizzi per il fastidio, che è l’unica cosa che le istituzioni locali ci stanno proponendo, ma vogliamo essere spostati in altre case o che ci venga dato un corrispettivo in denaro per acquistare un’abitazione in un altro posto e in modo definitivo e non temporaneo, per la durata del cantiere, come ci è stato proposto”.

E in tutto questo tempo i cittadini accusano anche l’assenza del sindaco Marco Bucci e a farsene portavoce è la consigliera comunale del Pd Cristina Lodi: “È assolutamente necessario che il sindaco riceva gli abitanti e vada a vedere come vivono, perché come sindaco è a capo della tutela della salute dei cittadini, mentre finora non li ha mai incontrati”. Gli abitanti, che comunque non vogliono passerelle ma una vicinanza fatta di scelte concrete, dicono: “Il sindaco non ci ha mai incontrato ma ha sempre mandato un assessore al suo posto anche in commissione, e tutto il quartiere è arrabbiato con le istituzioni locali; non vogliamo passerelle ma che venga trovato un accordo con Autostrade e se necessario anche col ministero per toglierci di qua, mentre per chi non abita proprio sotto il ponte sarebbe necessario un cantiere sicuro da cui non volino lamiere” conclude la portavoce del comitato descrivendo un quartiere “non solo arrabbiato ma anche sotto shock”.

Rosangela Urso

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