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Regione | 28 marzo 2021, 15:58

Covid, Toti guarda alle riaperture: "Dati permettendo, fissiamo una road map della ripartenza"

Il presidente ligure chiede al governo di porsi "regole e date" per cominciare ad allentare la misure "con l'arrivo della bella stagione e la progressione della campagna vaccinale"

Covid, Toti guarda alle riaperture: "Dati permettendo, fissiamo una road map della ripartenza"

Mentre a livello europeo, se non addirittura globale, si comincia a parlare di "passaporto vaccinale", come confermato dal ministro Speranza in una recente intervista, ad accendere il dibattito a livello nazionale è il programma delle riaperture.

Pochi i segnali che al momento arrivano da Roma, e gli ultimi lanciati dal premier Draghi nell'ultima conferenza stampa non sembrano porre un traguardo per eventuali riaperture.

Sul tema, nel giorno in cui nelle zone gialle avrebbero dovuto riaprire cinema, mostre, musei e teatri, è intervenuto il presidente della regione Giovanni Toti: "Nessuno vuole riaprire il Paese a dispetto dei numeri - ha scritto sul suo profilo Facebook - E tutti ci rendiamo conto che la situazione ancora oggi non è facile. Ma questo non può e non deve impedire di guardare al futuro: invece di dire 'chiudiamo tutto e poi vediamo' potremmo stabilire una serie di date, una road map, verso la ripartenza, sempre che i dati ci confermino via via la possibilità di farlo".

"Perché non dire ai ristoranti che da tal giorno, dati permettendo, potranno accogliere prenotazioni anche per la sera? Perché non dare la possibilità, suffragata da date, di organizzare un meeting per fine giugno, o un matrimonio per luglio? Perché non una fiera internazionale o un congresso per settembre? O banalmente un torneo di calcetto a metà maggio? Lo ribadisco, dati permettendo, ma almeno riaccendiamo la speranza" prosegue Toti.

E lo fa ragionando sull'ondata primaverile del 2020: "Lo dico perché se lo scorso anno non avevamo riferimenti sul Covid, quest’anno invece sì. La pandemia sta seguendo un andamento simile a quello dello scorso anno. Non sono certo un esperto, ma è possibile immaginare che, come già accaduto, nelle prossime settimane, con l’avanzata del caldo, della primavera, della possibilità di stare di più all’aperto e non in luoghi chiusi, i contagi diminuiranno. In più, nelle prossime settimane proseguirà serrata la campagna vaccinale, che la scorsa primavera non c’era. E quindi è probabile che il virus cali più rapidamente dello scorso anno. Dunque, se la scorsa estate abbiamo cominciato a riaprire nel mese di maggio, forse potremmo anche anticipare un po'".

"Allora, con questo semplice ragionamento, perché non ci diamo da subito delle regole e delle date, per fare in modo che il Paese si prepari, senza le riunioni notturne e le improvvisazioni del passato? Io credo che dopo la Pasqua si possa fare. Questo chiedo come amministratore e questo chiederanno i parlamentari del nostro movimento politico alla Camera e al Senato" ha concluso il governatore e assessore regionale alla Sanità.

Redazione


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