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Cultura | 04 giugno 2021, 09:30

L'arte accessibile a tutti: la mostra di Giacomo Mauro Giuffra

L'artista, molto noto soprattutto nel Levante genovese, espone a Chiavari, presso l'auditorium Filippini di via Raggio, sino al prossimo 12 giugno. Organizza l’associazione Tecnica Mista

L'arte accessibile a tutti: la mostra di Giacomo Mauro Giuffra

“L’unica arte accessibile a tutti è fare bene ed essere buoni”. Giacomo Mauro Giuffra incarna questa filosofia e questo stile di vita sin da quando ha iniziato la sua produzione. Gli bastavano un pennino, un po’ di inchiostro e un po’ di carta: così ha iniziato a lavorare, dal basso, disegnando una piuma, un ramoscello di rosmarino, un uccellino, una mano.

E oggi è ancora tra noi, a dirci che l’arte è di tutti e per tutti: sino al prossimo 12 giugno, presso l’Auditorium dei Filippini in via Raggio a Chiavari, sarà aperta al pubblico e visitabile la sua mostra monografica, tutti i giorni dalle 16 alle 19 e il sabato dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 22, a ingresso libero e nel rispetto di tutte le normative anti Covid-19. A organizzare è quell’associazione culturale che si sta facendo sempre più strada a Chiavari e nel Tigullio: Tecnica Mista, già attiva da alcuni anni sul nostro territorio con alcuni importanti eventi artistici e culturali.

In esposizione ci sono una trentina di opere di Giuffra, una buona sintesi del suo percorso artistico e professionale, che è stato segnato da grandi fatiche e difficoltà, ma anche da una forte e indomabile tenacia, sempre con la visione ultima di “riuscire a realizzare e a inventare il mondo interiore attraverso le immagini”.

L’opera di Giacomo Mauro Giuffra, come raccontano gli organizzatori, “si può dividere in due periodi. Anzitutto, il periodo ‘romano’ dal 1977 al 1988, dove Giuffra entra in contatto con grandi personalità del mondo dell’arte, della letteratura, del giornalismo e del cinema che, conquistate dalla forza e dall’originalità del suo stile, lo sostengono e lo promuovono, incoraggiandolo verso un’intensa e ricchissima attività espositiva che lo porterà fino a Parigi”.

Scriveva di lui Alberto Moravia: “Giuffra si contraddistingue per una tecnica che rielabora in chiave contemporanea e personalissima il pointillisme e in generale il divisionismo, giungendo a galassie di punti cromatici da cui emergono figure immerse in una sorta di nostalgia delle origini”.

C’è poi il secondo periodo, quello più vicino a noi, nel senso che comprende la vita e la produzione di Giuffra dal suo rientro a Cassanesi (una frazione di Tribogna, nell’entroterra di Levante) nel 1988 fino ad oggi, dove continua a vivere e a dipingere, dedicandosi a uno stile figurativo, apparentemente molto diverso dal precedente, “in cui riesce a far rivivere - scrivono i critici - con una straordinaria efficacia, il mondo un po’ arcaico dell’infanzia con le sue figure familiari, il mondo della campagna coi suoi elementi naturali, il mondo di Roma con le sue piazze e i suoi volti, in una sintesi che, talvolta, lascia veramente stupiti ed emozionati”.

C’è poi, dentro la mostra all’Auditorium dei Filippini ma più in generale nella produzione di Giuffra, anche il filone dell’arte sacra, a cui Giuffra si è dedicato in questa seconda fase, con risultati significativi: ne è un esempio la ‘Via Crucis’ realizzata su tavole di ardesia e conservata nella chiesa della Madonna del Pellegrino, in località Bassi di Tribogna.

Chiavari torna a celebrare questo grande maestro a due anni dal 2019, quando la Società Economica gli conferì il Premio Turio Copello alla carriera. Ora, a omaggiare questo artista ci pensa Tecnica Mista, gruppo fondato da Claudio Castellini (presidente), Gianluca Lizza (vice presidente), e da Marina Maggi, Daniele Lazzarin e Mario Rocca.

“Lo scopo dell’associazione - racconta Claudio Castellini - è proprio quello di valorizzare l’epopea artistica del nostro territorio, attraverso divulgazioni, mostre, incontri, ma anche attraverso la creazione di un archivio di tipo documentale”.

Si è partiti con cinque persone un anno e mezzo fa e oggi si è arrivati a oltre cinquanta soci, perché intorno a questi temi c’è grande interesse, perché il progetto piace e perché la proposta culturale è sempre stata di ottima qualità. La pandemia ha in parte frenato progetti e idee, ma ora si può ripartire con rinnovato entusiasmo. E la mostra dedicata a Giuffra è il primo segnale in questo senso, al quale seguiranno altri appuntamenti.

In particolare, “stiamo preparando - prosegue Castellini - una personale dedicata ad Alberto Salietti. Lui era un pittore ravennate di origini, ma con moltissimi legami a Chiavari, dove visse e operò. La mostra coinciderà con i sessant’anni dalla sua scomparsa, nel 1961, mentre l’anno prossimo ricorreranno i centotrent’anni dalla sua nascita, che avvenne nel 1892. Lavoreremo a questo evento insieme a Gianni Franzone e a Matteo Fochessati, i due curatori della Collezione Wolfson a Genova. Contiamo di programmare questo evento nei mesi di dicembre 2021 e gennaio 2022 e, tra le iniziative collaterali, contiamo anche di realizzare un approfondimento sui quaderni di Alberto Salietti, attraverso una possibile collaborazione con la Società Economica di Chiavari che li custodisce”.

Salietti, pittore e artista molto apprezzato da Mario Rocca, che ha sempre avuto il desiderio di realizzare una mostra a lui dedicata, fu al centro di un’esposizione postuma, a Chiavari, nel 1972: a Palazzo Torriglia, grazie all’interesse dell’Azienda di Soggiorno e Turismo, venne allestito un percorso con una selezione di opere pittoriche e grafiche. Ora, si proseguirà in quella direzione, ed è bello pensare che siano proprio i chiavaresi a promuovere con orgoglio e grande passione le eccellenze artistiche della propria città. Di associazioni che raccontino e promuovano il territorio e le sue anime più illustri e creative, c’è sempre un gran bisogno. Per questo Tecnica Mista è la benvenuta.

Alberto Bruzzone

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