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Eventi | 15 luglio 2021, 17:45

La magia dei tarocchi di Faber in piazza Don Andrea Gallo con la compagnia teatrale 'Perle di vetro'

Uno spettacolo dedicato alla sua vita, un monologo atto unico; il 17 e 18 luglio alle 18

La magia dei tarocchi di Faber in piazza Don Andrea Gallo con la compagnia teatrale 'Perle di vetro'

Il 17 e 18 luglio alle 18 piazza Don Andrea Gallo a Genova accoglierà la magia dei tarocchi di Faber con la compagnia teatrale ‘Perle di vetro’ in ‘Volta la carta - I tarocchi di Faber’, uno spettacolo dedicato alla sua vita, un monologo atto unico in cui Destino accompagna Fabrizio nella sua vita come un amico invisibile ma sempre presente: immagini, cronaca, aneddoti e canzoni, Davide Colnaghi racconta e canta scoprendo uno ad uno i suoi arcani.

Ogni carta ha una storia, i tarocchi sono quelli che Fabrizio De André ha voluto con sé come scenografia del suo ultimo tour, il testo originale è di Anna Mazzeo e Colnaghi; la direzione artistica è della drammaturga e regista siciliana Mazzeo che per l'occasione esporrà in viadelcampo29rosso per l'intero weekend ‘Le arcane di Faber’, nove tele dell'artista ispirate ai tarocchi.

Un cantastorie che, con la sua sola voce ed una chitarra, accompagna la nostra fantasia ed i nostri ricordi: siamo alla fine degli anni 50 e De André rischia di diventare un mediocre avvocato, ma è molto più di questo. Faber è un giovane borghese, colto, intollerante alle infamie del potere, anticonformista, anarchico, liberale, con una smisurata passione per alcol e sigarette, amico e amante appassionato delle bagasce, marito inaffidabile, musicomane e divoratore accanito di libri. Poteva avere una vita tranquilla come tanti, il suo lavoro, la famiglia e le serate tra amici in cui poteva strimpellare la chitarra, discutere di politica nei salotti della Genova bene e magari incidere qualche disco per togliersi il capriccio.

Ma fortunatamente il Destino aveva in serbo altre carte per lui: era uno che faceva ciò che gli andava di fare e quando gli andava di farlo; e ciò che faceva non era per caso, per uno sfizio o per un dovere, c’era un motivo che spingeva ogni sua azione, un fine, qualcosa che lui voleva raccontare, far conoscere, spiegare; e la perenne paura di non essere capito.

E dunque non a caso sul palcoscenico del suo ultimo tour volle con sé un castello di carte come scenografia: un castello di carte come quelli che i bimbi fanno per gioco, ma fatto di Tarocchi di tradizione liguri-piemontesi, ormai rari da trovare; l’iconografia di questi Tarocchi si rifà a quelli della tradizione marsigliese, i più antichi e scevri da manipolazioni di cui si abbia conoscenza, ripresi, restaurati e studiati da Alejandro Jodorowsky.

Il suo lavoro spoglia i Tarocchi della loro veste divinatoria e li rende strumenti di consapevolezza interiore e crescita personale: senza arrampicarsi in predizioni di futuro degne dei ciarlatani, i Tarocchi diventano uno specchio dell’anima, aiutano a sviluppare la coscienza e a capirsi meglio, indicando, suggerendo e mai imponendo.

Lo spettacolo, che ha ricevuto il patrocinio morale della Fondazione Fabrizio De André, è inserito nella rassegna ‘Il campo di Fabrizio e la piazza di Don Gallo’ a cura di Civ Banchi col supporto logistico di viadelcampo29rosso-spazio museale del comune di Genova, Comitato Via del Campo e Comunità di San Benedetto al Porto.

Massimo Bondì

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