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Eventi | 06 ottobre 2021, 11:19

Disturbi alimentari, l'Onda Lilla approda a Roma

L'associazione ‘Mi nutro di vita’ manifesta venerdì 8 ottobre davanti al Ministero della Salute: “Chiediamo che la cura dei DCA disponga di un budget autonomo e vincolato per ogni Regione italiana e che ogni Regione sia tenuta a dotarsi dei Livelli Essenziali di Assistenza per queste malattie”

Disturbi alimentari, l'Onda Lilla approda a Roma

L’Onda Lilla approda a Roma. “Chiediamo che la cura dei DCA disponga di un budget autonomo e vincolato per ogni Regione italiana e che ogni Regione sia tenuta a dotarsi dei Livelli Essenziali di Assistenza per queste malattie. Perché di anoressia, bulimia e binge si muore, perché non ci si può curare subito e bene”.

Scende in piazza Stefano Tavilla, il presidente dell’associazione ‘Mi nutro di vita’, che da oltre 10 anni combatte i disturbi alimentari. L’associazione che ha il cuore nel Levante, a Pieve Ligure, è nata per dare un senso alla morte di Giulia, figlia di Stefano, scomparsa a 17 anni il 15 marzo 2011, in attesa di accedere a un centro per la cura dei disturbi alimentari.

Da lì la lunga strada per istituire la ‘Giornata nazionale del fiocchetto Lilla’ e ora si torna a Roma, a manifestare, venerdì 8 ottobre, in piazza Castellani alle 11. “Protestiamo per i diritti alla cura davanti al Ministero della Salute”.

La prefazione del volume ‘I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione: un’epidemia nascosta’, che mostra sulla copertina lo stemma dello stesso Ministero si chiude così: “Questo volume nasce con l’impegno e l’augurio che gli obiettivi perseguiti dalla survey epidemiologica, ovvero di disporre di maggiori dati epidemiologici relativi ai DNA nel nostro paese, permetteranno alle istituzioni di avere più strumenti, per poter adeguare l’offerta assistenziale dedicata, riuscendo a garantire una maggiore equità delle cure a tutte le persone affette da tali gravi patologie in tutto il territorio nazionale”.

Nel libro si racconta di un’emergenza sanitaria e si usa la parola ‘impegno’ riferendosi alla necessità di rendere finalmente la cura di queste patologie equa e disponibile a tutti e tutte. “Ad oggi, però, questo impegno non pare essere stato preso sul serio: mentre i dati parziali in nostro possesso (Fonte osservatorio Asl Roma 1) ci parlano di un aumento del 231,7% delle richieste di presa in carico nella fascia 12-18 anni, mentre interi reparti ospedalieri e residenze vengono smantellati o trasferiti a data da destinarsi, mentre le morti non si fermano, le istituzioni rispondono all’emergenza con un silenzio assordante. In Italia, la possibilità di cura, se si soffre di una malattia della nutrizione e alimentazione, è affidata alla fortuna e al caso”.

Le liste d’attesa per una prima visita in molte regioni italiane sono di tre mesi se il o la paziente è minorenne e cinque, sei mesi per i maggiorenni, ben sapendo che la possibilità di guarigione da anoressia bulimia e binge è direttamente proporzionale alla tempestività delle cure. Quello che accade nell’attesa è che ragazze e ragazzi si aggravano, in un meccanismo perverso che li porta a lasciarsi andare alla malattia per poter essere degni delle cure di cui hanno un disperato bisogno.

“Se prima della pandemia la situazione era grave, ora è disastrosa. Siamo coscienti della straordinaria emergenza in cui si è dovuta gestire la sanità in questi ultimi due anni, ma non possiamo tollerare che i nostri ragazzi continuino a morire nell’attesa che si liberi un posto per potersi curare. Ecco perché abbiamo deciso di scendere in piazza. Chiediamo che la cura dei DCA disponga di un budget autonomo e vincolato per ogni regione italiana e che ogni regione sia tenuta a dotarsi dei Livelli Essenziali di Assistenza per queste malattie che, per numeri e complessità, non possono essere accorpate economicamente al budget di psichiatria come accade ora. Chiediamo anche una formazione adeguata degli operatori che si occupano di queste patologie e un lavoro consistente e organico di informazione e prevenzione ma, prima di tutto, chiediamo con estrema urgenza cure adeguate e tempestive su tutto il territorio italiano. Perché di anoressia, bulimia e binge si muore e si muore non perché siano malattie incurabili, ma perché non ci si può curare subito e bene”.

Hanno confermato la loro partecipazione, tra gli altri: Mariella Falsini (Presidente Associazione Perle Onlus), Maruska Albertazzi (autrice, regista e attivista), Carlotta Fiasella (modella e influencer), Lisa Guidi (psichiatra, psicoterapeuta, presidente SISDCA Toscana), Laura Dalla Ragione (psichiatra, psicoterapeuta, direttore rete DCA USL 1 - Umbria), Leonardo Mendolicchio (psichiatra, psicoterapeuta, direttore Riabilitazione DCA Auxologico, Piancavallo), Armando Cotugno (psichiatra, psicoterapeuta, direttore UOSD DCA della ASL Roma 1), Alba Toninelli (youtuber, influencer), Enrico Prosperi (medico, psicoterapeuta, presidente SIET), Emanuela Giordano (regista, autrice), Valeria Lusztig (scrittrice, attivista), Francesca Lazzari (presidente Così come sei Onlus), Manuela Romagnoli (neuropsichiatra e psicoterapeuta).

Per informazioni sulla manifestazione: Maruska Albertazzi 329 4268507; Stefano Tavilla 346 4256318; Mariella Falsini 393 9939444; m.albertazzi@armosia.com; stefatav@yahoo.it; mariella.falsini@gmail.com.

Rosa Cappato

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