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Eventi | 17 ottobre 2021, 15:35

Missing film festival: ‘Harlem’, il film più censurato della storia, al club 'Amici del cinema'

La copia restaurata dalla Cineteca Nazionale restituisce l’opera nella sua versione integrale; il 19 ottobre alle 21

Missing film festival: ‘Harlem’, il film più censurato della storia, al club 'Amici del cinema'

Il 19 ottobre alle 21 nel club ‘Amici del cinema’ di Genova sarà proiettata, in occasione dell’imminente 30^ edizione del Missing film festival, la copia restaurata dalla Cineteca Nazionale di ‘Harlem’ (1943) di Carmine Gallone, il film più razzista, antisemita, antiamericano e, per queste ragioni, più censurato della storia del cinema italiano. Il lavoro della Cineteca Nazionale restituisce l’opera nella sua versione integrale, priva quindi dei tagli imposti nel dopoguerra, permettendo al pubblico di vedere un’opera rara e di riflettere senza timori né reticenze sulla propaganda fascista di circa ottant’anni fa.

Prima della proiezione serale alle 18 il ricercatore Luca Martera incontrerà il pubblico per parlare del suo libro ‘Harlem. Il film più censurato di sempre’ edito da La Nave di Teseo, il saggio racconta in modo approfondito, documentato e con tanto di illustrazioni l’incredibile vicenda della controversa pellicola di Gallone. Questo appuntamento sarà anche l’occasione per presentare il programma di ‘Classici e rarità’, la retrospettiva del Missing film festival curata dalla Cineteca D. W. Griffith che tra la fine di ottobre e novembre renderà omaggio ad Alida Valli, Nino Manfredi, Gino Cervi e Bertrand Tavernier.

Diretto da Carmine Gallone, scritto – tra gli altri – da Sergio Amidei ed interpretato da Amedeo Nazzari, Massimo Girotti, Osvaldo Valenti e Vivi Gioi, ‘Harlem’ racconta di un pugile italiano emigrato negli Stati Uniti che combatte contro un boxeur nero in una New York interamente ricostruita a Cinecittà. «Uscito nell’aprile del 1943 – due mesi prima dello sbarco degli Alleati in Sicilia e tre mesi prima della caduta del fascismo – ‘Harlem’ fu l’ultimo kolossal in costume fortissimamente voluto dal fondatore di Cinecittà Luigi Freddi. Sequestrata nel 1944, l’opera venne trasformata nel dopoguerra dalla neonata censura repubblicana in un innocuo film sportivo, con tagli e modifiche ai dialoghi per quasi 40 minuti. La nuova versione, senza più alcun riferimento alla guerra d’Etiopia, non convinse comunque alcuni sedicenti partigiani di Reggio Emilia che nel 1947 bruciarono nella pubblica piazza le pizze della pellicola» (cit. dalla descrizione di Martera).

Comunicato stampa

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