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Politica | 15 novembre 2021, 18:30

Pegli, sopralluogo il 23 novembre sulla Piana Pallavicini per il caso parcheggi

Questa mattina incontro tra il presidente del Municipio VII Ponente Claudio Chiarotti, la consigliera comunale del Pd Cristina Lodi, i residenti e l’assessora comunale agli Affari legali Lorenza Rosso

Pegli, sopralluogo il 23 novembre sulla Piana Pallavicini per il caso parcheggi

Rimane ancora di stallo la situazione relativa ai parcheggi sulla cosiddetta Piana Pallavicini, ovvero quel dedalo di vie che, nella delegazione di Pegli, comprende via Longo, via Garelli, via della Maona e via Diciotto Fanciulli dove sino a qualche anno fa si parcheggiava liberamente e dove invece in tempi recenti hanno iniziato a comparire paletti e catene un po’ ovunque e quindi viene richiesto il pagamento di un affitto mensile per la sosta dei residenti da parte dei proprietari della Piana.

È una questione molto complessa, dove il diritto pubblico incontra il diritto privato e dove le regole del Codice della strada non sono definitive né in un senso né nell’altro: fatto sta che quella che per cinquant’anni è stata una zona libera per la sosta delle auto, è diventata una zona non libera, con conseguenti recriminazioni da parte dei cittadini, i quali vorrebbero che venisse fatto valere il diritto di usufrutto così esteso nel corso del tempo.

Questa mattina sulla questione c’è stata una riunione tra il Comitato della Piana Pallavicini, la consigliera comunale del Partito Democratico Cristina Lodi, il presidente del Municipio VII Ponente Claudio Chiarotti e l’assessora comunale con delega agli Affari legali e all’Avvocatura di Palazzo Tursi Lorenza Rosso. È proprio Rosso ad aver ereditato la questione dal collega Matteo Campora in quanto la partita più che viabilistica è giurisprudenziale; ma la fumata è stata grigia, per quanto il vertice fosse molto atteso, soprattutto dai pegliesi.

“Abbiamo concluso - afferma Lodi - che ci sarà un sopralluogo in zona martedì 23 novembre alle 9,30: vi parteciperanno i tecnici, i cittadini, ma soprattutto l’assessora Lorenza Rosso e il presidente del VII Ponente Claudio Chiarotti in modo da capire bene come affrontare la situazione. Noi siamo contenti che si sia giunti a questo sopralluogo, ma continuiamo a chiedere che il comune di Genova sull’argomento prenda una posizione ben precisa, perché è ormai troppo tempo che questa decisione viene rimandata”.

Uno degli ultimi aggiornamenti risale al giugno scorso, e non è stato positivo per i residenti. Ad una richiesta di chiarimenti da parte di Lodi rispose Edda Odone, direttrice dell’Avvocatura e vicesegretaria generale del comune di Genova. Secondo la dirigente di Palazzo Tursi nelle vie in questione “potrebbe costituire un intralcio la presenza di paletti e catenelle a delimitazione dei parcheggi laterali, soprattutto dove questi si susseguono”.

Quindi “si è convenuto di procedere a un approfondimento dell’istruttoria, in parte già effettuata prima dell’ottobre 2018, con riguardo alla previa individuazione dei soggetti proprietari che dispongono degli usi esclusivi degli stalli laterali alle strade in questione, per valutare quantomeno la possibilità di revocare le autorizzazioni alla delimitazione degli stessi, eliminando i presidi che intralciano e intervenendo anche sui passi carrabili, e agendo nell’ambito del potere di disciplina della circolazione stradale, che dev’essere improntata a criteri di fluidità e sicurezza del traffico”.

In pratica secondo il comune di Genova i parcheggi, pur restando privati, non possono essere delimitati da paletti, in quanto sono troppo pericolosi. Peccato che siano stati installati anche di recente, senza alcun tipo di autorizzazione da parte dell’ente pubblico. Davvero in una strada che è classificata come vicinale, e quindi di interesse pubblico, il privato può fare tutto ciò che gli pare? Sembrerebbe proprio di no, e infatti la volontà dell’amministrazione comunale è quella di mettere un po’ di ordine.

“In punto di diritto - prosegue Odone - si osserva che la disciplina della circolazione, nelle strade vicinali, spetta al Comune, ai sensi dell’articolo 14 del Codice della Strada. E, nel caso di specie, essa risulta oggetto di un’ordinanza che risale al 1990. Tale ordinanza potrebbe quindi essere attualizzata, al termine della nuova istruttoria, che tenga conto delle sempre maggiori criticità segnalate dai cittadini”. L’Avvocatura di Tursi riconosce che “la tematica presenta, sotto il profilo giuridico, un certo margine di opinabilità, laddove pone il tema dell’estensione dell’uso pubblico nelle strade vicinali: la questione è se l’uso pubblico operi o no sull’intera estensione dell’area stradale, comprese le parti laterali ove avviene la sosta e/o il parcheggio dei veicoli”.

E cita la sentenza n. 2457/2019, in una controversia in cui è coinvolto anche il Comune e che riguarda alcuni parcheggi siti in via Diciotto Fanciulli: “La causa è stata risolta a favore della tesi del Comune sulla scorta del principio secondo cui nella nozione di strada rientrano la banchina laterale e il marciapiede, quali componenti del sistema viario destinato alla circolazione e che, quindi, le soste laterali non potrebbero essere sottratte all’uso pubblico. La citata sentenza, però, non è divenuta definitiva essendo ancora appellabile”. Quindi è difficile attivare una retromarcia rispetto alla ‘privatizzazione’: sarebbe complicato ora per l’amministrazione “procedere con un atto autoritativo che azzeri la situazione dei parcheggi in uso esclusivo ai privati, considerato da un lato l’affidamento che si è venuto a determinare in capo ai privati che sono stati autorizzati ad utilizzare in via esclusiva i parcheggi disponendo degli stessi a favore anche di terzi soggetti , e dall’altro il tempo decorso, oltre tre anni, che ha consolidato detta situazione rendendo più difficile attivare un percorso a ritroso”.

È quindi facile immaginare che i parcheggi resteranno privati, ma che verrà imposta la rimozione dei paletti; intanto il 23 novembre è la data fissata per il sopralluogo.

Alberto Bruzzone

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