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Sanità | 20 novembre 2021, 07:00

Lisozima, Lattoferrina, Grassi Polinsaturi, Zinco, Vitamina D e Vitamina C: grandi alleati del nostro sistema immunitario...nella stagione invernale

I consigli di Nutrigenomica di Simona Oberto

Lisozima, Lattoferrina, Grassi Polinsaturi, Zinco, Vitamina D e Vitamina C:  grandi alleati del nostro sistema immunitario...nella stagione invernale

Molte volte ho l’impressione che le persone non sappiano cosa vuol dire “vivere in salute”! Vi siete mai chiesti veramente che cosa sia la salute? E’ un concetto astratto, è qualcosa di soggettivo, è una condizione psicofisica? Quando pensate che un soggetto sia in piena salute? Quando i suoi valori ematici, di temperatura e psicologici rientrano nei parametri di normalità? Però il “concetto di normalità” si basa sulla statistica che è un concetto troppo astratto che non tiene conto della soggettività ed unicità dell'individuo.

Quindi, se ci basiamo solo sui presunti “parametri di normalità” e su variabili linee guida e protocolli d'intervento, non rischiamo di considerare il malato solo un insieme disunito di tessuti, organi, sistemi e funzioni vitali? Il rivolgere l’attenzione alla singola parte e non all'insieme, dare più importanza al sintomo che alla ricerca della causa, non rischia di allontanarci sempre di più dalla possibilità di aiutare le persone a ritrovare e mantenere un reale stato di salute? A mio parere, occorre avere una visione olistica dell'individuo.

Bisogna contestualizzare i “sintomi” e considerare l'uomo una “unità di corpo, mente e spirito”. Molto spesso si definisce malattia “ciò che la gente considera malattia”, basandosi unicamente sui sintomi e sui segni clinici. Diventiamo “malati” nel momento stesso in cui il medico, con la sua diagnosi, ce lo conferma e, in quel preciso momento, la nostra mente condizionata mette in atto tutta una serie di meccanismi che andranno a peggiorare il nostro squilibrio, forse solo passeggero, rafforzando la nostra convinzione di “essere malati”!

Il problema è che tutto ruota intorno alla malattia, che è diventata un vero e proprio business. La verità è che milioni di persone nel mondo si sono adattate e, forse, rassegnate al loro stato patologico, accettando la malattia come “normalità”. Quante volte avete sentito parlare di salute? Quando è stata l’ultima volta che vi siete confrontati su questo argomento? A mio parere, la “salute” è un “atteggiamento mentale”, è un insieme di giuste scelte che facciamo nell’arco della nostra vita. La salute è conoscenza e consapevolezza.

Certo, a questo va sommato anche tutta la componente genetica ed ereditaria. Infatti, ogni individuo è il risultato finale di un complesso gioco di interazioni e modificazioni, che cominciano nelle primissime fasi dello sviluppo fetale e proseguono nell’arco della vita. Allora, a proposito di scelte consapevoli di salute, come vi state preparando per affrontare questa nuova stagione invernale? Cosa state facendo di concreto?

Da sempre il passaggio alla stagione invernale rappresenta per il nostro organismo un delicato momento di passaggio, perché al suo interno avvengono dei cambiamenti fisiologici che molto spesso sfociano in una serie di sintomi che includono: ansia, debolezza, insonnia, irritabilità, sonnolenza, astenia, ma anche disturbi gastrointestinali o il riacutizzarsi di patologie respiratorie e influenzali. Tutta una sintomatologia che racconta lo sforzo che compie il nostro organismo per abituarsi ai cambiamenti esterni: cambiano le temperature, l’umidità, la pressione; diminuiscono le ore di esposizione alla luce del sole; cambia la nostra digestione.

Una minore esposizione alla luce del sole modifica i livelli di secrezione di melatonina, un ormone che regola il ritmo sonno-veglia; diminuisce la sintesi e la trasformazione della vitamina D nella sua forma attiva D3, e questo a discapito dell’assorbimento del calcio nelle ossa e di un indebolimento del sistema immunitario.

La carenza di luce del sole rallenta la circolazione sanguigna, il metabolismo e il sistema neurovegetativocosì come l’emopoiesi e l’appetito. Il cambiamento delle ore di luce influisce anche sulla sfera psicoemotiva, perchè i raggi solari attivano alcuni neurotrasmettitori a livello cerebrale, modificando l'umore. Le basse temperature aumentano la funzione tiroidea e abbassano il nostro sistema immunitario, favorendo la diffusione di agenti microbici patogeni.

Certo, i fattori climatici e gli sbalzi di temperatura non sono la causa diretta delle affezioni invernali, ma possono diventare dei cofattori che rendono meno efficienti le difese immunitarie e possono aumentare le possibilità di ammalarsi. Possiamo dire che da fine ottobre a marzo, il nostro sistema immunitario è chiamato a svolgere un super lavoro per respingere gli attacchi esterni. Allora, come possiamo aiutarlo e potenziarlo, in modo da prevenire serie infezioni e complicazioni? Sono molte le “scelte di salute” che possiamo fare, partendo dalla alimentazione.

La stagione invernale ci spinge a scegliere cibo più pesante, succulento, troppo processato e ricco di zuccheri, senza pensare che questa scelta andrà ad alterare anche il nostro Microbiota intestinale, grande alleato dei nostri globuli bianchi. In inverno, la minor varietà di ortaggi ci induce a diminuire il consumo di frutta e verdura, soprattutto quella cruda, causandoci un deficit di vitamine e sali minerali fondamentali per la corretta funzionalità del nostro sistema immunitario.

Con il freddo, poi, lo stimolo della sete diminuisce e le persone smettono di bere fuori pasto, portando molto spesso il proprio organismo in una condizione di disidratazione subclinica. La corretta idratazione è molto importante per mantenere efficienti le mucose delle vie respiratorie e per eliminare le tossine che influiscono sull'organismo. E’ fondamentale evitare gli sbalzi di temperature, cercando di non soggiornare in ambienti chiusi troppo caldi o uscire di casa non adeguatamente protetti.

I passaggi da ambienti caldi ad ambienti freddi alterano il meccanismo di termoregolazione, che ha il compito di mantenere il sangue alla giusta temperatura, ricorrendo alla produzione e alla dispersione del calore. In condizioni normali, la temperatura corporea rimane costante intorno ai 36,8°C, soglia che garantisce il benessere e le normali funzioni dell'organismo. Se il sistema di termoregolazione varia troppo bruscamente, come accade nella stagione fredda, le difese immunitarie s'indeboliscono.

Vedete come comportamenti sbagliati, più o meno consapevoli, possono favorire la malattia? A mio parere, nella stagione invernale una buona “scelta di salute” è sicuramente quella di potenziare il nostro “esercito”, integrando la nostra dieta quotidiana con specifici rimedi naturali. Tra questi, molto efficace è il colostro di capra o asina, sotto forma di estratti secchi. Il colostro, noto anche come primo latte, è la prima sostanza nell’uomo e nei mammiferi ad essere prodotta dalle ghiandole mammarie immediatamente dopo il parto.

E’ un liquido denso, cremoso e giallastro, altamente concentrato, ricco di proteine e di sostanze nutritive. Svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo del sistema immunitario. Fino a due terzi delle cellule del colostro sono globuli bianchi che proteggono dalle infezioni. I globuli bianchi nel colostro producono anticorpi in grado di neutralizzare batteri e virus. Le IgG sono le immunoglobuline più abbondanti, seguono le IgM, le IgA, le IgE.

Nel colostro è presente anche la lattoferrina, una glicoproteina con attività antimicrobica. Il suo meccanismo d'azione è legato alla sua capacità di sottrarre ferro ai batteri patogeni che lo utilizzano per schermarsi e proteggersi creando un biofilm (scudo). Ha un’azione antibatterica diretta (battericida), grazie alla capacità di ledere gli strati più esterni della membrana cellulare (LPS) di alcune specie batteriche GRAM negative, molecole molto nocive per il nostro tratto gastrointestinale.

La lattoferrina ha un'azione di stimolazione sulle mucose e sui processi riparativi ulcerativi. Il colostro contiene anche il lisozima un enzima con azione antimicrobica, grazie alla capacità di idrolizzare la parete batterica patogena. In seguito alla lesione di questa struttura, la cellula batterica richiama acqua fino a scoppiare. Il lisozima è una sostanza di natura proteica presente nelle secrezioni biologiche: saliva, lacrime, secrezioni spermatichemuco nasale ecc.. Non a caso, dunque, il lisozima viene abbondantemente secreto nelle regioni corporee maggiormente esposte al contatto con patogeni (cavo orale, congiuntiva ecc.).

Il colostro contiene anche la lattoperossidasi un enzima la cui funzione è quella di produrre un prodotto intermedio altamente tossico per i microrganismi patogeni. Ma non finisce qui, perché sono presenti anche acidi grassi polinsaturi, vitamina A, D, C e minerali come il calcio, fosforo, magnesio, sodio e potassio. Il magnesio sostiene il cuore e le ossa; il rame potenzia il sistema immunitario; lo zinco promuove lo sviluppo cerebrale.

Il colostro è anche ricco di fattori di crescita che stimolano la formazione di membrane mucose protettive nell'intestino. Inoltre, i prebiotici contenuti nutrono e potenziano i batteri "buoni" del Microbiota. Insomma, sono veramente molteplici le azioni nutritive e terapeutiche di questa sostanza naturale.

Ma quello che è importante capire è che bisogna aiutare, e non ostacolare, il nostro organismo nella sua ricerca costante e quotidiana dell’omeostasi e dell’eubiosi, ricordandoci che la persona sana non è colei che non si ammala mai, ma è colei che si ammala e poi guarisce senza complicazioni!

Redazione

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