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Cronaca | 24 novembre 2021, 09:22

Partito dall'aeroporto il corteo dei tassisti, rischio disagi per il traffico: "Siamo in coda, rispetteremo il codice della strada" (FOTO e VIDEO)

Per questa mattina si temono disagi per quanto riguarda il traffico. Un messaggio sulla chat Telegram 'Genova Alert' avvisa di deviazioni in atto

Partito dall'aeroporto il corteo dei tassisti, rischio disagi per il traffico: "Siamo in coda, rispetteremo il codice della strada" (FOTO e VIDEO)

E' partito alle 9 dall'aeroporto il corteo dei tassisti genovesi che hanno aderito alla manifestazione nazionale contro il ddl concorrenza. La carovana arriverà fino a piazza De Ferrari sotto la sede della Regione, dove i tassisti resteranno fino alle 22.

Per questa mattina si temono disagi per quanto riguarda il traffico. Un messaggio sulla chat Telegram 'Genova Alert' avvisa di deviazioni in atto.

Il corteo, dicevamo, è partito dall'aeroporto, passerà per la Guido Rossa, lungomare Canepa, la Sopraelevata, via delle Casacce, via 12 Ottobre, piazza Corvetto, piazza Portello, Zecca, piazza della Nunziata, via Balbi, Principe, via Andrea Doria, via Tanto d'Italia, via Gramsci, sottopasso di Caricamento, corso Aurelio Saffi, viale Brigata Partigiane, via Armando Diaz, viale Brigate Liguria, via Ippolito d'Aste, via Dante e si concluderà in piazza De Ferrari.

"Siamo tutti in coda e rispetteremo il codice della strada", ci ha detto uno dei tassisti in corteo.

Le ragioni della protesta erano state comunicate nei giorni scorsi in una nota del coordinamento sindacale taxi Genova: "Il nostro settore garantisce un servizio pubblico regolamentato, in cui le tariffe sono certe, visibili e amministrate, perché stabilite per legge dal Comune. Scavalcare gli enti locali, togliendo loro la competenza sulle tariffe, vuol dire favorire chi vede nel settore trasporti un business e cedere a fredde logiche di mercato un comparto che offre un servizio pubblico essenziale – spiega Attilio Dondero, portavoce del Coordinamento sindacale taxi Genova – Per questo difendere il settore dall’ingresso incontrollato delle multinazionali e chiedere regole chiare e uguali per tutti significa non solo salvaguardare i lavoratori, ma soprattutto tutelare i cittadini e i consumatori, che sono per noi al centro delle priorità”.

Gli operatori del servizio taxi chiedono quindi lo stralcio dell’articolo 8 del Ddl Concorrenza e la ripresa del percorso di riforma della legge sul trasporto pubblico non di linea, avviato da alcuni anni ma rimasto incompiuto dal febbraio 2019.

A tal proposito, i Tassisti di CNA Fita Liguria in una nota hanno scritto: "Gentili Utenti, siamo spiacenti di non poter essere al vostro fianco e fornire i nostri servizi, ma non possiamo evitare di manifestare tutto il nostro dissenso rispetto agli interventi che potrebbero riguardare il nostro futuro".

"Abbiamo sempre dimostrato responsabilità e attaccamento al territorio, ci siamo sempre stati, con abnegazione e assumendoci i rischi, anche durante questo lungo periodo di pandemia in cui il Governo si è dimenticato di noi. Ci siamo distinti per i trasporti sociali, del personale sanitario e delle persone che dovevano recarsi negli ospedali - continuano - correndo alti rischi personali sulla salute, ma questo era quello che andava fatto e non ci siamo tirati indietro, per noi svolgere la nostra attività non è una mera questione economica ma di attaccamento al territorio, di cui ci sentiamo parte attiva".

"Premesso ciò - aggiungono -  la nostra categoria svolge un servizio pubblico essenziale rivolto a clientela indifferenziata, attraverso ditte individuali artigiane, cooperative e consorzi, non percepisce finanziamenti pubblici e non è disponibile a diventare subordinata a una qualche piattaforma di intermediazione per imposizione. La concorrenza anche se spinta all’estremo, non dovrebbe mai riguardare i servizi pubblici o di forte interesse pubblico. Anche i trasporti rientrano tra questi servizi che devono essere regolati per evitare che il mercato definisca i prezzi approfittando della debolezza degli utenti, aumentando il costo dei servizi con l’aumento del bisogno di trasporto".

"Il DDL concorrenza non può essere un pretesto per regalare la gestione della domanda a delle piattaforme di mera intermediazione rendendoci dei riders 4.0 del trasporto persone, attraverso un caporalato digitale imposto. La tecnologia non ci spaventa - spiegano - abbiamo investito fortemente molto prima della nascita di qualunque piattaforma e siamo disponibili a ragionare su come essere più efficienti e migliorarci, ma senza snaturare o destrutturare quanto costruito con sudore e fatica".

"Siamo stufi del loop costante che coinvolge la politica in interventi senza fine delle normative di settore. Tutto questo crea ansia e impedisce di pianificare investimenti e interventi, basta pensare che solo negli ultimi anni si è già intervenuti con la legge 4 agosto 2017 n. 124, con la legge 11 febbraio 2019 n. 12 e ora con il DDL Concorrenza 2021. Buon senso avrebbe voluto che fosse portata a termine la revisione normativa iniziata nel 2017 e che la politica avesse avuto il coraggio di regolare l’operatività delle piattaforme di pura intermediazione, ponendo limiti e regole chiare per evitare comportamenti non corretti e distorsioni, ma pare sia molto più semplice inchinarsi alla finanza che tutelare il lavoro", concludono.

A Genova sono operativi 869 tassisti, 734 dei quali soci della Cooperativa Radio Taxi Genova.

Francesco Li Noce

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