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Politica | 24 novembre 2021, 09:02

Culle per la vita, l'attacco di Liguria Rainbow: "Aumentano il senso di colpa delle donne"

"Ad ora le culle sono cinque, sparse sul territorio ligure, tutte volute da movimenti/associazioni provita, e di cui non è dato sapere quanti neonati abbiano mai accolto e con quali caratteristiche", scrive l'associazione

Culle per la vita, l'attacco di Liguria Rainbow: "Aumentano il senso di colpa delle donne"

Liguria Rainbow si schiera contro la mozione votata ieri dal consiglio regionale sulle cosiddette 'Culle per la vita', presentata dal consigliere di Forza Italia Claudio Muzio.

"Martedì 23 novembre - scrive in una nota - il Consiglio Regionale della Liguria ha votato a maggioranza la mozione n.33, proposta dal capogruppo di Forza Italia Claudio Muzio, e finalizzata ad avviare una campagna informativa sul parto in anonimato e le culle per la vita.


Novità: la destra dà pubblicità alla legge dello stato che permette alla donna il parto protetto in anonimato in ospedale, cioè la possibilità di esercitare una libera, cosciente e responsabile scelta, se riconoscere o meno il bambino al momento della sua nascita. 

Ma non è questo ciò che muove chi ha votato la mozione. Infatti LA MAGGIORANZA CHE SOSTIENE TOTI HA PIÙ A CUORE LE 'CULLE PER LA VITA', strutture termiche concepite per essere un luogo sicuro in cui abbandonare un neonato. Ad ora cinque, sparse sul territorio ligure, tutte volute da movimenti/associazioni provita, e di cui non è dato sapere quanti neonati abbiano mai accolto e con quali caratteristiche. 


QUINDI A CHE SERVONO QUESTE CULLE? Ad aumentare il senso di colpa delle donne e a porsi come salvatori della loro vergogna. 


Troppa autodeterminazione c’è nella interruzione volontaria di gravidanza: per la visione clerico-patriarcale, meglio che la donna porti a termine la gravidanza ma si senta colpevole di non avere senso della maternità. Che nel silenzio e nel segreto abbandoni il figlio/la figlia nella culla, nemmeno nelle mani dell’ostetrica, e con questo gesto irreversibile non possa elaborare la separazione. Se la legge 194 mette al centro l’equilibrio psicologico delle donne, perché nella scelta c’è spazio all’elaborazione del distacco, in questo caso, al contrario, si fa leva su una dinamica di colpa e salvifica, dove la vergogna resta per sempre sulla madre scellerata e la salvezza sta dalla parte degli ipocriti che si presentano come coloro che sanno accogliere la vita, indifferenti a quella della donna. Le donne restano contenitori, impure e colpevoli. 

VA ADDIRITTURA PEGGIO QUANDO SCELTE ANALOGHE VENGONO FATTE CON CONSAPEVOLEZZA.

L’abbandono piace alla destra quando può nascondere sotto i veli della misericordia il mercato delle adozioni o altri più reconditi bisogni. Diventa il male assoluto quando invece parliamo di gestazione per altri, in cui la separazione (che non è abbandono) è pensata dall’inizio e c’è accordo tra le donne che portano la gravidanza e i futuri genitori che accoglieranno i neonati. Un percorso di adozione psichica prima ancora che materiale che dà spazio all’elaborazione dei confini e delle relazioni a tutti gli attori di questa esperienza, e che si può tradurre in una moltiplicazione dei legami e non nella loro disintegrazione

Ancora una volta in Consiglio regionale si vota una mozione che è strumento di propaganda misogina, per poi darsi una parvenza di umanità e fare pink washing il 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza maschile e di genere".

Redazione

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