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Eventi | 16 dicembre 2021, 16:18

‘Mediteropolis–Le acque abitate’: il mare di Stefano Santi esposto al Galata di Genova (FOTO)

Prima esposizione in Liguria, inaugurazione il 17 dicembre alle 16 nella saletta dell’arte; in esposizione fino al 9 gennaio

‘Mediteropolis–Le acque abitate’: il mare di Stefano Santi esposto al Galata di Genova (FOTO)

Dal 18 dicembre nella saletta dell’arte del Galata Museo del Mare di Genova sarà visitabile 'Mediteropolis - Le acque abitate', prima esposizione in Liguria dell’artista Stefano Santi, la mostra sarà visitabile fino al 9 gennaio negli orari museali. Durante l’inaugurazione del 17 dicembre alle 16 verrà presentato il quarto catalogo delle opere dell’artista a cura di Loredana Trestin, con contributi di Elisabetta Pozzetti, Ettore Santi e Alberto Bernardelli.

'Mediteropolis – Le acque abitate' raccoglie circa venti opere dell’artista mantovano dedicate al Mare Mediterraneo rappresentato come spazio antropico, anziché naturale; chiara è l’influenza della professione di architetto di Santi, che dal 1993 svolge un’intensa attività progettuale nelle zone di Brescia, Mantova, e Verona.

Al Galata Museo del Mare il visitatore potrà aspettarsi un Mediterraneo raffigurato come oggetto finito, spazio metropolitano inquadrato da marine di cemento e solcato da pesanti navi merci. Nei quadri di Santi, il mare pare essere progettato come parte dell’ambiente costruito, oggetto di strategie geopolitiche e operazioni commerciali, piuttosto che forza assoluta come quella ritratta dal romantico Géricault.

I partecipanti all’inaugurazione potranno accedere alle diverse sale del Museo in modo contingentato e nel completo rispetto dell’affollamento previsto dalle regole anti Covid. Il controllo di tale affollamento sarà infatti garantito da operatori dedicati; gli stessi indicheranno agli ospiti il percorso d’ingresso e uscita.

“Nei primi anni della mia attività professionale - commenta Santi - ho usato l’architettura per analizzare, comprendere e trasformare il paesaggio. Questo processo si riflette nelle mie opere pittoriche, dove i metodi dell’architettura mi sono utili non solo a comprendere il paesaggio, ma anche a filtrarlo attraverso le chiavi interpretative dello spazio sociale. Il paesaggio ligure fa da sempre parte del mio immaginario. Da bambino passavo l’estate a Finale Ligure con la famiglia ed ora mi rivolgo a questo stesso mare quando sono in cerca di evasione. Durante la pandemia, nella pianura lombarda dilagavano il terrore e l’angoscia e dipingere il mare è stato l’unico modo per liberarsi dalle restrizioni. È un onore portare le mie marine nel luogo che le ha in primis ispirate”.

Trestin scrive: “La moderna figurazione di Santi rivela l’attenzione al mondo esterno proponendola in contesti formali equilibrati, un modo di rappresentare un mondo che, nato da una realistica meditazione, diventa poesia di una forza espressiva collocando ogni soggetto nella giusta luce che gli fa acquisire una forza emblematica comunicativa”.

Comunicato stampa

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