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Attualità | 19 gennaio 2022, 09:00

Pandemia Covid-19, l'allarme del Siap: "Aumenta l'insicurezza percepita"

"La carenza di prevenzione del disagio sociale e politiche sulla sicurezza"

Pandemia Covid-19, l'allarme del Siap: "Aumenta l'insicurezza percepita"

Il ruolo istituzionale della Polizia di Stato è fondamentale per gli equilibri democratici del nostro Paese e lo ha dimostrato giorno dopo giorno dall’inizio della pandemia, offrendo un contributo eccezionale per far rispettare in modo equilibrato le regole sanitarie e governative che sono state introdotte per arginare gli effetti devastanti del covid19.

Impegno che continua ad essere rispettato anche in questo delicatissimo momento dell’evoluzione della pandemia che purtroppo sta falcidiando gli esigui organici della Polizia di Stato anche in Liguria e quindi a Genova.

Bisogna però tenere ben presente che lo stesso impegno della Polizia di Stato sul territorio nazionale viene profuso per continuare a garantire la sicurezza dei cittadini combattendo la criminalità, perché il Covid19 non è assolutamente letale per i reati, anzi, per molte tipologie di questi,  la pandemia contribuito a fertilizzare silentemente il terreno della criminalità organizzata, alimentando il giro di affari malavitosi e mafiosi.

Purtroppo sul territorio genovese l’arrivo della pandemia ha aggravato il fenomeno sociale già presente ovvero l’assenza di politiche serie sulla sicurezza, sulla prevenzione dei reati e sulla prevenzione del disagio sociale che aumenta l’insicurezza percepita.

Situazione preoccupante che nasce dalle conseguenze di anni e anni di disinteresse istituzionale sull’argomento che invece, in realtà, rappresenta una priorità sociale fondamentale per una città diventata un punto di riferimento della criminalità organizzata di stampo anche mafioso, che ha trovato un habitat talmente agevole che non ha nemmeno bisogno di mettere in atto azioni eclatanti che potrebbero svegliare qualcuno dal proprio torpore quotidiano.

Ormai, purtroppo, in mezzo a mille difficoltà abbiamo imparato a convivere con la pandemia e anche per la sicurezza dovrebbe valere la stessa cosa. 

Però in realtà, stiamo vivendo il paradosso che chi ha la responsabilità politico istituzionale della città continua a restare indifferente di fronte all’insicurezza percepita dai cittadini che vivono in realtà sociali degradate senza preoccuparsi della sempre più preoccupante mancanza di attività delle forze dell’ordine finalizzata a garantire il controllo del territorio per prevenire e reprimere i reati e la mancanza di adeguati servizi sociali a disposizione dei cittadini più deboli (centri di ascolto, ascolto e supporto psicologico a domicilio, trattamenti post traumatici a domicilio, supporto anziani a domicilio ect)

Il SIAP Sindacato maggiormente rappresentativo della Polizia di Stato, continua a sostenere sulla base di elementi oggettivi che a Genova bisogna impegnarsi per raggiungere al più presto un rafforzamento dei presidi di prossimità (Commissariati) del controllo del territorio e dell’attività investigativa. 

È vero che gli organici soffrono carenze importanti a causa della mancanza di turn over ma bisogna riconoscere che, seppur lentamente, qualche risorsa in più sta arrivando, grazie ai concorsi in atto (a febbraio solo la Questura di Genova avrà un incremento di 23 unità purtroppo al lordo dei pensionamenti)

Carenze che a Genova, da troppo tempo, sono utilizzare come un comodo capro espiatorio che ha determinato quell’assenza di mirate politiche sulla sicurezza che il Siap denuncia da molto prima della pandemia.

Oggi, questi carichi di lavoro sono ulteriormente aggravati dall’aumento quotidiano esponenziale degli interventi causati da “futili motivi”.

Le persone litigano, si minacciano, si azzuffano per un nonnulla: ciò comporta un massiccio impiego di pattuglie costrette a convergere per dirimere liti, risse o peggio.

Si tratta di un grave fenomeno sociale dovuto, come dicevo, anche alla carenza di servizi sociali gratuiti mirati all’ascolto ed al supporto delle persone. 

Carenza che affligge moltissimo il capoluogo ligure dove molto spesso le nostre “Volanti” devono intervenire a supporto delle pubbliche assistenze sempre più oberate da chiamate che arrivano da parte di anziani soli ed abbandonati.

Carichi di lavoro che potrebbero essere meglio calibrati se ci fosse un progetto condiviso dell’attività del personale che opera in divisa sul territorio genovese, sul quale certe attività investigative vengono messe in campo a macchia di leopardo.

Per esempio nel Centro Storico la Polizia Locale si muove autonomamente per reprimere reati di criminalità diffusa mentre fuori da determinati spazi, dove il degrado sociale dilaga, ciò non avviene: forse sarebbe più utile mettere in campo un coordinamento tra le squadre di polizia giudiziaria della Squadra Mobile, dei Commissariati, con le pattuglie delle Volanti e la Polizia Municipale per prevenire e reprimere i reati nell’ambito delle proprie competenze.

Sono anni che dimostriamo, con i fatti, che le poche risorse a disposizione della Polizia di Stato vengono utilizzate prevalentemente per l’ordine pubblico distogliendo risorse per la prevenzione e la repressione dei reati: aspettiamo che le istituzioni locali comincino a battere un colpo.

Auspichiamo quindi che i Municipi, gli Assessori comunali e regionali, il Sindaco di Genova ed il Presidente della Regione vogliano mettere in campo un efficace interesse politico e istituzionale per investire concretamente per la sicurezza a Genova e in Liguria.

Solo in questo modo chi ha responsabilità governative o dipartimentali, come il Prefetto e il Questore, potranno contribuire con più efficacia tecnica a migliorare il livello di sicurezza nel capoluogo ligure che come dicevo, mai come in questo delicatissimo contesto storico ha bisogno di urgenti investimenti sui servizi sociali.

Comunicato Stampa

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