Tra venerdì e sabato scorsi, a Pegli, attraverso un’operazione molto scenografica e anche parecchio complessa, in quanto la manovra è avvenuta attraverso strade e palazzi, è stata rimossa la gru all’interno del cantiere dell’ex cinema Eden. Si è scritta una pagina importante riguardo a questa annosa vicenda, tanto annosa quanto scandalosa, ma non è questa la notizia più importante.
La notizia più importante, infatti, confermata dall’assessore comunale con delega all’Urbanistica, Simonetta Cenci, è che c’è un soggetto che sta trattando con la curatrice fallimentare, la dottoressa Maria Maccarrone, per rilevare l’intera operazione, portare avanti e a compimento quello che si può portare avanti e poi, d’intesa con il Comune, effettuare la tanto attesa copertura di tutta l’area, di modo che la cittadinanza si possa riappropriare di uno spazio pubblico che le era stato tolto, da destinare ad attività culturali e, si spera, anche al cinema all’aperto.
È una prospettiva molto importante, dopo dieci anni dall’inizio di quest’assurda operazione. L’assessore Cenci spiega: “La trattativa c’è, il soggetto in questione ha chiesto informazioni alla curatrice fallimentare. Si sta lavorando tra le parti per condurre in porto questa trattativa. Siamo andati avanti, in questi anni, anche se magari non si è avuta la percezione a livello visivo. Però solo il fatto che ci sia una curatrice fallimentare, è fondamentale per condurre in porto questa operazione”.
Nel corso degli anni, come detto più volte, i cittadini si sono mobilitati attraverso assemblee pubbliche, volantinaggi e raccolte firme, e hanno ottenuto alcune modifiche rispetto al progetto iniziale. Quest’ultimo prevedeva una costruzione su quattro livelli per circa 120 box. Il Comune, resosi conto dell’invasività dell’opera, ha proposto ai progettisti una riduzione dello sbancamento, da 4 piani a 3, con la conseguente riduzione del numero di box (68). Ora l’assessore Cenci, fa il punto: “I curatori fallimentari devono occuparsi di far chiudere i lavori ai futuri assegnatari dell’operazione, sarà compito dell’amministrazione monitorare e agire di conseguenza, nei prossimi mesi”.
Il Comune di Genova farà la sua parte, rinnovando “il permesso di costruire alla società che rileverà l’operazione dal fallimento, con clausole molto stringenti sulla ripartenza dei lavori. Ora stiamo lavorando per poter rilasciare una proroga limitata che scadrà nel caso in cui la società, che acquista dal fallimento, non riprendesse i lavori entro pochi mesi dall’assegnazione dell’area. È un risultato importante e per nulla scontato quello ottenuto grazie al grande lavoro svolto dagli uffici dell’Urbanistica in stretta sinergia con l’Avvocatura, la collega agli Affari Legali, Lorenza Rosso, e al supporto tecnico-operativo di Amiu e Aster in questa ultima fase”.
Sul futuro dell’area, l’assessore Cenci spiega: “Il progetto originario prevedeva, oltre al silos interrato, uno spazio pubblico adibito a cinema all’aperto e pertanto anche il nuovo progetto dovrà contemplare una vocazione pubblica con caratteristiche simili al precedente”.
Resta poi da capire la partita legata all’ex cinema Eden, ovvero agli spazi interni. Sarebbe bellissimo che all’interno di quegli spazi venisse concessa nuovamente l’agibilità e che potessero servire come sala o come centro culturale, o come auditorium, visto che la delegazione ha ‘fame’ di spazi e le associazioni della zona senza una sede sono ancora parecchie. Insieme si può, basta non perdere la passione di essere cittadini e di voler tenere vivi gli spazi destinati alla comunità, per i quali in passato si è lottato tanto.














