Un centro storico sotto pressione, dove sicurezza, vivibilità e residenzialità risultano sempre più fragili.
Questa la situazione che associazioni, comitati e Civ della Città Vecchia hanno sotto gli occhi tutti i giorni e che hanno scelto di mettere nero su bianco in un documento condiviso presentato all’Amministrazione comunale pochi giorni fa.
Il quadro delineato è netto: il centro storico è attraversato da dinamiche critiche che si alimentano a vicenda. Si tratta di fenomeni che, come spiegato, sono “tra loro strettamente connessi, che incidono in modo rilevante sulla qualità della vita, sulla sicurezza e sull’equilibrio urbano del centro storico” . Illegalità diffusa, degrado e difficoltà nella gestione degli spazi pubblici si accompagnano infatti a uno squilibrio crescente tra funzioni urbane, con effetti diretti sul commercio tradizionale e sulla permanenza dei residenti.
L’analisi, costruita attraverso schede territoriali dettagliate, riguarda in particolare i sestieri di Prè, Molo e Maddalena, oltre a Salita della Provvidenza e ai Giardini Malinverni. Ne emerge una mappa puntuale delle criticità, accompagnata da richieste definite come “immediatamente attuabili”, pensate per produrre effetti concreti già nel breve periodo.
L’urgenza è un punto centrale. Le associazioni avvertono che, senza interventi rapidi, la situazione è destinata ad aggravarsi, soprattutto con l’arrivo della stagione estiva. Per questo chiedono un’azione coordinata su più fronti: sicurezza, vivibilità, gestione socio-sanitaria e organizzazione delle funzioni urbane.
Tra le misure prioritarie figurano il rafforzamento dei presidi sul territorio, l’intensificazione dei controlli sulle attività irregolari e il potenziamento della videosorveglianza. Accanto a questi interventi, viene indicata la necessità di migliorare il decoro urbano, l’illuminazione e i servizi essenziali, oltre a contrastare l’uso improprio dello spazio pubblico.
Ma il documento guarda anche oltre l’emergenza. Le realtà firmatarie chiedono una strategia strutturale capace di ristabilire equilibrio nel medio periodo. In primo piano le politiche abitative per il ripopolamento residente e la regolazione delle locazioni turistiche brevi nelle aree già sature, insieme alla valorizzazione dell’ospitalità extralberghiera professionale.
Un altro nodo è quello degli spazi urbani e degli immobili: la proposta punta al riuso di edifici pubblici e privati per funzioni stabili come per esempio uffici, servizi e attività lavorative, con l’obiettivo di aumentare la presenza quotidiana e rafforzare il presidio del territorio. Parallelamente, viene chiesto a gran voce un piano integrato per il commercio di prossimità, con la riattivazione delle serrande chiuse e il sostegno alle attività esistenti.
La finalità è chiara: “aumentare la presenza quotidiana, rafforzare il presidio urbano, la sicurezza percepita e il sostegno al commercio locale” , attraverso una frequentazione più continua e qualificata degli spazi cittadini.
Infine, le associazioni chiedono strumenti di governance stabili, a partire dall’istituzione di tavoli tecnici permanenti con cadenza bimestrale, per definire e monitorare un cronoprogramma operativo. E confermano la disponibilità a collaborare con il Comune, sottolineando che solo un lavoro condiviso e continuativo può restituire al centro storico condizioni durature di sicurezza, vivibilità ed equilibrio urbano.














