I nostri genitori cantavano con il Quartetto Cetra delle bellezze che andavano in bicicletta, oppure con lo chansonnier toscano Odoardo Spadaro che pedalava per la sua Ninetta. Poi venne l’auto, ed è proprio il caso di dirlo, cambiò la musica. Salvo che il mezzo di locomozione a pedali ha conservato, nelle città di pianura, la sua valenza di utile strumento di trasporto.
Ora, a terzo millennio in corso, la bici torna di moda, a prescindere però da orografia, strade strette, urbanizzazione che più selvaggia non si può, traffico intensissimo e viabilità insuperabile quanto a caos. Molti legislatori tuttavia sembrano non essersene resi conto e nacquero così le piste ciclabili.
Al proposito Fabrizio Maranini, consigliere del Partito Democratico e presidente della Commissione Seconda nel Municipio II Centro Ovest, ha annunciato un’interpellanza su quella che definisce “corrispondenza delle piste indicate ciclabili con la normativa vigente” e che porrà al primo Consiglio Municipale previsto in Sala Baldini per esprimere la sua perplessità su eventuali difficoltà tecnico-legali in caso di incidente tra auto-bici-pedone.
Nella nota emessa, Maranini parte infatti dal concetto che le bici sono persino “belle e utili sotto la Lanterna”, ammettendo di effettuare lui stesso spostamenti con tale mezzo oppure gite da ciclista amatoriale. “Nell’ottica della mobilità sostenibile”, dice, che tuttavia sostiene deve essere sicura mentre attualmente, in Centro Ovest, qualche problema pare esserci.
“Va rimarcato - afferma - che ci sono punti critici. Le corsie pitturate di rosso, delimitate da strisce bianche continue e discontinue prive di segnaletica verticale, la promiscuità tecnico amministrativa generata da queste non meglio specificate corsie dette ciclabili mettono a repentaglio la sicurezza stessa dei pedoni, dei ciclisti e di chi viaggia su veicoli. Nella pratica, oltre alle evidenti perplessità di trovare strisce rosse anche su carreggiate a unica corsia con spazio appena sufficiente per un veicolo, oppure corsie che attraversano gradi incroci con percorsi di 90 gradi sul piano stradale, o peggio che salgono sul marciapiede a danno dei pedoni come in via Rolando, si può trovare difficoltà anche negli accertamenti delle responsabilità giuridiche in caso di sinistri che siano lievi, gravi e molto gravi”.
Da tutto ciò Maranini desume che appare “doveroso interpellare l’amministrazione comunale su quale attenzione sia stata data in merito alle questioni tecniche, amministrative e legali che andranno ricercate in caso di sinistro. In particolare ho chiesto alla Civica Amministrazione sulla base di quali specifiche tecniche e relative autorizzazioni sono state realizzate sia le corsie considerate ciclabili evidenziate sul manto stradale con vernice di colore rosso e delimitate in maniera a tratti continua ed a tratti discontinua, sia gli interventi relativi e riguardanti le modifiche al Codice della strada”. Un quesito non da poco che potrebbe incidere sulle ciclabili di tutta Genova.














