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Eventi | 06 maggio 2022, 11:39

Rolli Days 2022 a Genova con lo spettacolo "La città invisibile" di Teatro Pubblico Ligure all'Abbazia del Boschetto di Cornigliano

Tre gli spettacoli previsti per venerdì 13, sabato 14 e domenica 15

Rolli Days 2022 a Genova con lo spettacolo "La città invisibile" di Teatro Pubblico Ligure all'Abbazia del Boschetto di Cornigliano

“La città invisibile” è uno spettacolo teatrale ideato e diretto da Sergio Maifredi e prodotto da Teatro Pubblico Ligure per i Rolli Days del Comune di Genova. Va in scena venerdì 13, sabato 14 e domenica 15 maggio 2022 (ore 20.30) all’Abbazia di San Nicolò del Boschetto a Genova Cornigliano, in epoca medievale luogo di sosta di pellegrini e commercianti provenienti da tutta Europa. Oggi ritornata al suo originario splendore, accoglie uomini e alle donne dal passato simile a quello di tanti altri, che però hanno subito traversie tali da avere bisogno di aiuto. I loro racconti scritti da Corrado d’Elia, nel progetto di Sergio Maifredi diventano storie e ballate, mostrando un’umanità che diventa così visibile. I protagonisti de “La città invisibile” sono gli Ospiti dell’Abbazia, con gli attori Corrado d’Elia, Alberto Giusta, Andrea Nicolini e gli artisti trampolieri del Teatro tascabile di Bergamo. La rappresentazione è preceduta e seguita da una visita guidata (40’) al complesso architettonico, a cura dei divulgatori dei Rolli Days. Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria su https://www.happyticket.it/genova/prenota-biglietti/254-.htm oppure alla mail info@teatropubblicoligure.it o al numero 348 2624922. Da piazza De Ferrari un bus navetta gratuito a/r parte alle 18.45 e alle 19.45, incluso nella prenotazione allo spettacolo. 

 

«L’Abbazia di San Nicolò del Boschetto – dichiara Sergio Maifredi, regista e ideatore dello spettacolo - è l’Isola di Alcinoo, il re saggio che accoglie Odisseo sfinito dalla tempesta: non gli chiede nulla, lo veste, gli restituisce la dignità e solo allora gli chiede di raccontare la sua storia: l’Odissea. Il tesoro racchiuso nell’Abbazia di San Nicolò al Boschetto sono le storie di chi la abita. Storie comuni eppure speciali: sono quel baratro che abbiamo sotto i piedi; uno scricchiolio, la barca si spezza e ci si ritrova naufraghi nel grande teatro della vita. Poco importa che le storie siano vere o meno. Sono verosimili e tanto basta». Per tre giorni l’Abbazia di San Nicolò del Boschetto con lo spettacolo “La città invisibile” si offre alla scoperta del suo presente umano ed emotivo, e anche del suo passato. Dal XIV secolo, per volere delle stesse famiglie aristocratiche genovesi che nei palazzi del centro città chiamavano Rubens e Van Dyck a impreziosire le loro dimore, l’Abbazia benedettina con stessa cura sin da allora accoglie pellegrini, viaggiatori e mercanti in transito dall’Europa. Ora è inserita nel progetto dei Rolli Days. «All’Abbazia di San Nicolò – continua Maifredi - sono approdato grazie a Giacomo Montanari che me la fece scoprire un anno fa, rivelandomi la bellezza nascosta tra le costruzioni della Genova industriale. Marco Pirotta, il direttore della Comunità di Don Orione al Boschetto mi ha guidato con umanità e delicatezza a conoscere gli ospiti e Roberta d’Ambrosio, architetto, mi ha rivelato la storia inscritta nelle sue pietre».

 

Gli ospiti dell’Abbazia sono gli invisibili che si presentano con i loro racconti al pubblico per aprire il baule delle proprie esistenze con tutto quello che c’è dentro, accanto agli attori Corrado d’Elia, anche autore dei testi e delle ballate, Alberto Giusta e Andrea Nicolini. Ma a guidare in questo percorso tutto umano di debolezza e di forza ci sono otto figure da sogno, gli artisti trampolieri del Teatro tascabile di Bergamo: Alessandro Rigoletti, Ruben Manenti, Simone Noris, Marta Suardi, Caterina Scotti, Antonietta Fusco, Alessia Baldassari, Stefano Ulivieri. Sono magici personaggi che alludono a un altrove e come angeli custodi guardano dall’alto quel che accade sulla terra. Alti ed elegantissimi, conducono i visitatori all’interno del chiostro. Un ingresso che favorisce l’intimità e il rispetto necessari all’ascolto delle storie di chi si è perduto. Per finire con un valzer dolcissimo e vitale in cui tutti potremo mescolarci e muoverci a tempo.

L’Abbazia di San Nicolò del Boschetto è un complesso monumentale risalente al XIV secolo, situato sulle pendici della collina di Coronata, non lontano dalla sponda destra del torrente Polcevera. Ancora prima e per secoli è stata una tappa importante sul cammino di uomini e merci sulla via Postumia, che collega il mare Ligure al mare Adriatico, luogo di transito per pellegrini e commercianti provenienti da tutta Europa. Nel 1410 venne affidata ai benedettini che intorno alla chiesa costruirono il grande complesso del monastero che oggi vediamo. Nel 1960 l’Opera Don Orione ha ricevuto in donazione il complesso dall’ordine Benedettino. Un’ala dell’edificio fu allora adattata a “Casa dell’Operaio”. Nelle numerose celle spartane hanno trovato ospitalità tanti operai sradicati dal proprio paese per guadagnarsi il pane in una città sconosciuta. Questa tradizione di solidarietà prosegue oggi con l’offerta di spazio a lavoratori trasfertisti, lavoratori indigenti, nuclei familiari in situazione di disagio abitativo, nucleo familiare madre – bambino, genitori separati adulti inseriti in progetti di reinserimento sociale proveniente dal carcere o in pena detentiva alternativa, ragazzi provenienti dall’igiene mentale, rifugiati politici e categorie con problemi alloggiativi non rientranti in patologie legate alla dipendenza ed autonomi nella gestione delle attività quotidiane.

“La città invisibile” è prodotta da Teatro Pubblico Ligure, inserito tra gli eventi dei Rolli Days, progetto del Comune di Genova – Assessorato alla Cultura www.visitgenoa.it/rollidays-online. Giacomo Montanari è il curatore scientifico dei Rolli Days. L’attività dell’Opera Don Orione è diretta da Marco Pirotta. Il coordinamento tecnico artistico dell’Abbazia è di Roberta d’Ambrosio. Foto di scena di Max Valle. Lo spettacolo è stato prodotto con la direzione di Lucia Lombardo. Assistente alla regia Marco Rivolta. 

Redazione

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