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Economia | 11 maggio 2022, 10:04

Verso i 30 anni di Porto Antico: dal 15 maggio 1992 a oggi

Anno cruciale per la storia recente della città, il 1992 segnò l’inaugurazione dell’Expo colombiana e l’apertura del polo culturale di Palazzo Ducale

Acquario di Genova Porto Antico

E' ormai vicino il traguardo dei trent'anni del Porto Antico di Genova, nuova fisionomia cittadina che ha marcato vita, urbanistica ed estetica del capoluogo ligure. Il 15 maggio 1992 si avviava l'Expo per i 500 anni della scoperta dell'America e si aprivano i battenti di quella che presto sarebbe diventata un'attrazione imprescindibile: l'Acquario. 

Ricorda il docente genovese Francesco Gastaldi, che insegna Urbanistica all'Università IUAV di Venezia: "In quell'anno vengono inaugurati il Porto Antico e l’Acquario; inizia una stagione nuova per Genova dove turismo, cultura e tempo libero diventano motore di una nuova fase di sviluppo".  

Cosa sarebbe, oggi, la città senza questo intervento? "Senza dubbio una città con un'immagine meno accattivante, forse meno competitiva, più spenta e più ripiegata su se stessa - commenta Gastaldi - Se oggi tutti sono d’accordo nel ritenere che il turismo possa svolgere un ruolo rilevante, non è sempre stato così, perché ancora negli anni Ottanta questa opzione che oggi sembra ovvi) non era del tutto scontata ed era ancora vivace la dialettica fra i fautori di una città prevalentemente portuale e industriale (i partiti di sinistra e le realtà sindacali) e i fautori di una città dei servizi di rango elevato e del turismo (i partiti di centro, le associazioni di categoria dei commercianti). Nonostante i molti segnali di crisi dell’apparato produttivo che si avvertono in città e che non prendendo in considerazione quanto sta avvenendo in altre realtà europee, il PRG di Genova definitivamente approvato nel 1980 punta ancora sull’industria quale elemento trainante dell’economia cittadina". 

L'Expo è un evento che appartiene alla storia genovese e ligure, ma l'aerea recuperata per l'occasione si è trasformata a pieno titolo nell'attrazione della città, con il Bigo e l'ascensore panoramico, il centro congressi, le aree espositive e museali, i vasti spazi per le manifestazioni, le varie attività commerciali. Ampliamenti successivi (grazie anche ai finanziamenti per il G8 del luglio 2001) non hanno smesso di aggiungere motivi di interesse all'area, compresa la nota Biosfera, la bolla vitrea che ospita in ambiente climatizzato felci arboree e piante.  

"La crisi che colpisce il comparto siderurgico negli anni Ottanta - prosegue il docente - porta al drastico ridimensionamento dei luoghi della produzione e degli addetti, entrano a far parte del dibattito locale alcune tematiche che riguardano la presa d’atto della crisi industriale e i rapporti conflittuali fra attività produttive e ambiente. Non mancano prese di posizione di carattere ideologico. Molti attori della tradizionale città operaia appaiono destabilizzati di fronte a questa 'slavina' che colpisce la città: gli stabilimenti chiudono o si trasferiscono, i tentativi di riconversione o salvataggio vanno spesso a vuoto".

Continua Gastaldi: "Nei primi anni Ottanta l’ILRES redige uno studio dal titolo Prime ipotesi per un rilancio turistico della città di Genova che mette in evidenza le potenzialità di fruizione turistica e culturale della città prevedendo un graduale depotenziamento del Porto Antico, in modo coordinato con la razionalizzazione delle attività e dei traffici ancora presenti. C’è ancora l’indeterminatezza delle scelte urbanistiche, ma inizia a prefigurarsi l’idea di un Polo a mare da utilizzare per l’insediamento di funzioni urbane e per il tempo libero. Lo Studio Organico d’Insieme redatto dal Comune nei primi anni Ottanta, pur senza produrre effetti giuridicamente vincolanti, pone all’attenzione degli attori di politiche pubbliche la necessità di avviare un percorso di recupero del waterfront che permetta alla città di ritrovare il suo affaccio sul mare e di fare da volano a processi di riqualificazione nel Centro storico". 

Si arriva quindi all’inverno del 1984, quando la giunta comunale affida a Renzo Piano il primo incarico per riflettere sui modi e i luoghi per creare l’esposizione colombiana del 1992. "Progressivamente ci si rende conto che il Centro storico e l’area del Porto Antico possano essere il luogo ideale per la manifestazione e costituire il baricentro di nuove ipotesi di sviluppo per la città - conclude Gastaldi - Una storia che poi si fa complessa, che all’inizio era tutt’altro che scontata". 

Redazione

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