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Politica | 17 giugno 2022, 11:26

Caos alle elezioni, 150 le sezioni da ricontrollare, e se il futuro fosse il voto elettronico?

In Italia il precedente non manca: nel 2017 l'allora governatore della Lombardia Roberto Maroni, in occasione del referendum sull'autonomia, aveva proposto il voto tramite un tablet, ma il risultato fu un flop

Caos alle elezioni, 150 le sezioni da ricontrollare, e se il futuro fosse il voto elettronico?

Mentre la Commissione Elettorale del Tribunale di Genova sta riesaminando le schede di 150 di 656 sezioni in cui domenica si è votato a Genova, con la possibilità di stravolgimenti rispetto al risultato delle urne, già anticipati dal colpo di scena che ha visto l'assegnazione di un ulteriore seggio a Forza Italia a discapito dell'Udc, c'è chi torna a parlare di voto elettronico, un meccanismo già utilizzato in altri paesi che consente la digitalizzazione del voto, che in Italia viene ancora effettuato con scheda e matita.

In Italia il precedente non manca: nel 2017 l'allora governatore della Lombardia Roberto Maroni, in occasione del referendum sull'autonomia, aveva proposto il voto tramite un tablet che avrebbe raccolto l'esito delle urne in una chiavetta usb. Tuttavia, i problemi legati alla comunicazione dei dati ha costretto presidenti di seggio e scrutatori a rimandare la chiusura dei seggi. Un pasticcio di portata internazionale che per ora rappresenta l'unico precedente italiano in termini di digitalizzazione del voto.

Da tempo però si discute sulla necessità di fare un passo avanti verso il voto elettronico. Lo scorso 9 luglio, il governo, tramite i ministri dell'Interno Luciana Lamorgese e quello per l'Innovazione Tecnologica e la Transizione Digitale Roberto Colao ha adottato il decreto per la sperimentazione del voto e dello scrutinio elettronico per le elezioni politiche ed europee e per i referendum.

Il provvedimento – si legge sul sito del governo - approva le 'linee guida' per la sperimentazione di modalità di espressione del voto in formato digitale. Per verificare il corretto funzionamento del sistema di voto e dello scrutinio elettronico, il documento prevede una gradualità della sperimentazione, con una prima fase di 'simulazione' del voto e dello scrutinio elettronico priva di valore legale, che coinvolgerà un campione significativo di elettori. All’esito della fase di simulazione, si potrà procedere alla sperimentazione dell’utilizzo del sistema di voto elettronico in un evento elettorale, avente valore legale".

L'applicazione del decreto, per cui è stato stanziato un milione di euro, è stata rimandata al 2023, un rinvio, ha spiegato in una nota il consiglio dei ministri, “in considerazione della situazione politica internazionale e dei correlati rischi connessi alla cybersicurezza”. L'applicazione del decreto non avrebbe cancellato i pasticci emersi ai seggi alle elezioni genovesi, in quanto è prevista solo per gli italiani che vivono all'estero o fuori sede. Da più parti però si ritiene che il voto elettronico rappresenti un passo avanti per evitare situazioni analoghe a quelle che stanno vivendo i membri della Commissione Elettorale.

Francesco Li Noce


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