È l’estate più calda di sempre, per lo meno da quando si fanno le rilevazioni. La tendenza a livello nazionale viene confermata, dal punto di vista locale, anche da Claudio Monteverde, direttore dell’Osservatorio Meteo Raffaelli, che ha sede a Bargone, nel Comune di Casarza Ligure, e che rappresenta una vera eccellenza dal punto di vista meteorologico e scientifico per il nostro territorio, per la puntualità delle previsioni, la storicità, la competenza, l’enorme quantità di materiali negli archivi.
“Siamo di fronte - sostiene Monteverde - ai valori più anomali degli ultimi sessant’anni, cioè da quando si fanno le misurazioni e le statistiche. La media dice che siamo con una temperatura stabilmente di un grado centigrado superiore, e molto spesso di un grado e mezzo. E mi spiace dover dire che sarà così anche per tutto agosto e per tutto settembre. La morsa del caldo non finirà: potranno esserci dei momentanei cali, ma niente di continuativo”.
In questo momento, osserva Monteverde, “c’è stato un leggero indebolimento dell’anticiclone di origine africana. Ma l’alta pressione con temperature tutto sommato miti è ormai un lontano ricordo. Dobbiamo e dovremo abituarci sempre più alle ondate di caldo. Non sono i picchi giornalieri che devono preoccupare, ma la loro durata nel tempo: e questa è progressivamente superiore. Il disagio da caldo è pressoché continuo”.
Il direttore dell’Osservatorio Raffaelli commenta: “In quest’estate 2022, lo zero termico si è spostato sopra i quattromila metri d’altitudine, a volte anche sopra i cinquemila, quindi ben al di sopra pure del nostro sistema alpino. Non esiste più un luogo che non sia caldo. Qualche esempio della nostra terra? Noi studiamo le faggete, cioè i nostri boschi di faggi che sono nell’entroterra: pure qui i valori sono stati completamente stravolti. Qualche mattina fa, nella foresta del Monte Penna, c’erano 25 gradi alle 10 del mattino. È chiaro che così non si può più andare avanti, perché i boschi soffrono, tanto quanto soffrono le persone”.
Il monitoraggio delle faggete è uno dei focus dell’Osservatorio Raffaelli. L’altro è il pluviometro: “Le piogge sono calate del 70% rispetto al clima tradizionale ligure. Ci stiamo sempre più tropicalizzando. Poi, come abbiamo visto nei giorni scorsi, ci sono scariche enormi di pioggia in pochi minuti. Dovremo imparare a convivere sempre di più con questi eventi meteorologici estremi: se non si riesce ad adottare una politica globale contro i cambiamenti climatici, credo proprio che non ci sarà nulla da fare”. L’estate, ormai, “dura dal mese di maggio a quello di ottobre, l’inverno praticamente non esiste più, la primavera che era una stagione di passaggio è sparita pure essa. Abbiamo superato tutti i record del 2003 e, come temo, anche il 2022 è destinato a essere superato dagli anni a seguire”.
Intanto, il caldo record di questi giorni sta presentando e continuerà a presentare un conto salatissimo per l’agricoltura, per l’allevamento e per la pesca nella nostra regione. Perdite dal 40 all’80% e un danno economico stimato, per il momento, in circa 200 milioni di euro rispetto al 2021. “E siamo appena a fine luglio - è il commento amaro di Luca Dalpian, presidente di Coldiretti Genova - Se agosto resterà con queste temperature, le conseguenze saranno ancora peggiori”.
A livello nazionale, Coldiretti ha stimato una perdita per tutto il comparto che si aggira sui tre miliardi di euro. In Liguria, la situazione più emergenziale è legata alla produzione dell’olio: “Ci sarà un calo del raccolto - prosegue Dalpian - dal 35 all’80% e purtroppo la zona maggiormente colpita è l’Imperiese, dove la produzione dell’olio è importantissima, oltre che di eccellente qualità. Questo succede perché gran parte delle olive sono ormai cadute a terra: la pianta, per difendersi dal gran caldo e per rilasciare meno acqua, lascia cadere i frutti a terra. Quindi ne rimangono meno sull’albero e meno olive saranno destinate ai frantoi”. Se scenderà la produzione, aumenteranno inevitabilmente i costi “ed è veramente un peccato perché questo doveva essere un anno molto ricco per l’olio. Invece il caldo ha rovinato tutto”.














