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Politica | 02 agosto 2022, 10:07

Toti lontano dalla destra e dalla sinistra: “Senza accordo con Calenda correremo da soli”

“Non posso candidarmi con il Pd, il partito che nella mia regione dice no alla Gronda e alla diga”

Toti lontano dalla destra e dalla sinistra: “Senza accordo con Calenda correremo da soli”

Se non ci sarà un accordo con Carlo Calenda, la neonata Italia al Centro correrà da sola. Giovanni Toti traccia la linea da non oltrepassare in vista delle prossime elezioni politiche. 

Ieri sera invitato nella trasmissione di La7 “La corsa al voto” il governatore ligure è stato chiaro sulle possibili alleanze: nessun accordo con il Pd. L’obiettivo di Toti è di realizzare un grande soggetto politico di centro per questo si attende l’esito finale sul possibile accordo Letta-Calenda. Il segretario del Pd e il leader di Azione, insieme al segretario di +Europa, Benedetto Della Vedova, si incontreranno stamattina per trovare un punto di contatto. Nel caso saltasse questo accordo e Carlo Calenda decidesse di correre alle elezioni staccato dal Pd potrebbe inserirsi Giovanni Toti per dare vita insieme al polo centrista. 

“Con Carlo ci siamo parlati a lungo”, ha detto Toti durante la trasmissione, non nascondendo un certo dialogo con le altre forze politiche che potrebbero andare a creare questo terzo polo.

Nel secondo scenario possibile (cioè l’accordo a buon fine tra Pd e Azione) Toti fa sapere che Italia al Centro correrà da sola, quindi staccata dalla coalizione di centrodestra e mai con il Pd:

“È chiaro che io non posso governare o presentarmi alle elezioni con il Partito Democratico né tantomeno con tutta la ‘corte dei miracoli’ del Pd che nella mia regione è il partito dei no alla Gronda, del no alla diga e del no al raddoppio ferroviario”. 

Toti non sembra preoccupato delle ripercussioni che potrebbero riversarsi a livello regionale. Il governatore è convinto che gli (ex?) alleati di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia non farebbero mai saltare il banco in Regione:

“Io sono partito mettendo giù un programma per vedere chi era d’accordo con me su una serie di punti - spiega Toti - Io governo una regione di centrodestra quindi è evidente che abbiamo un dialogo con quella coalizione, ancorché in una posizione un po’ ‘eretica’, ed è evidente che per giocarsi la partita alcuni esponenti sarebbero felici di costruire un accordo che allarghi la coalizione. Altri in quella coalizione sono più restii ad un dialogo aperto con tutti perché, evidentemente, non puntano a governare il Paese ma cercano di salvare il salvabile dei loro orticelli. Non credo che nessuno voglia far pagare ai liguri cose che si fanno a livello nazionale”.

Marco Garibaldi


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