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Cronaca | 12 agosto 2022, 17:09

Speciale Morandi - il vigile del fuoco: "Uno scenario enorme in un contesto inedito, ma non c'è stata attenzione per la nostra sicurezza"

Nella giornata dedicata ai soccorritori, dopo l'intervista alla soccorritrice della Croce Rosa Rivarolese Cristina Romania, pubblichiamo il racconto di Davide Palini, coordinatore regionale Usb dei vigili del fuoco

Speciale Morandi - il vigile del fuoco: "Uno scenario enorme in un contesto inedito, ma non c'è stata attenzione per la nostra sicurezza"

A quattro anni dal crollo del ponte Morandi, costato la vita a 43 persone, La Voce di Genova vuole ricordare i terribili fatti di quel giorno con uno speciale che accompagnerà i lettori fino all’anniversario di domenica.

Nella giornata dedicata ai soccorritori, dopo l'intervista alla soccorritrice della Croce Rosa Rivarolese Cristina Romania, pubblichiamo il racconto di Davide Palini, coordinatore regionale Usb dei vigili del fuoco.

Una domanda che facciamo a tutti è dove si trovava quando è crollato il ponte?

Io non ero a Genova, ero in ferie, sono arrivato qui l'ultimo giorno della parte legata al soccorso, ho vissuto la seconda fase, quella legata alla parte di recupero di pezzi del ponte che sarebbe servita alle indagini della procura”.

Dai racconti dei suoi colleghi, che situazione si sono trovati davanti?

Quello che tutti mi hanno trasmesso dal punto di vista dell'emozione era uno scenario inedito, quasi di guerra in un contesto molto piccolo. Era venuto giù un ponte, l'incidente era enorme dal punto di vista del soccorso, delle vittime, dei feriti, ma era qualcosa di diverso da altre situazioni, come i terremoti perché era tutto concentrato in uno spazio risicato che ha costretto i soccorsi a operare in un contesto molto piccolo, una condizione particolare, mai vissuta”.

Lei ha più volte posto l'accento sulla sicurezza, l'Usb ha presentato un esposto sulla questione amianto.

Dopo i primi giorni dal crollo avevamo posto la questione della sicurezza degli operatori che svolgevano attività di spostamento delle macerie e in generale di tutti quelli che hanno lavorato nel cratere, questo perché non avevamo la certezza della non presenza di amianto e altre sostanze cancerogene, dal nostro punto di vista non c'è stata attenzione alla prevenzione legata alle vie respiratorie. Non è stato attuato nessun tipo di protocollo, da lì nasce l'esposto presentato in procura, di cui stiamo attendendo l'esito”.

Un altro aspetto che ci tengo a rimarcare – continua – è l'importanza dell'elisoccorso. Come sappiamo c'è una convenzione con la Regione, ma è stata rivista, in parte privatizzata. Per fortuna in quel momento la convenzione era in atto, erano presenti due elicotteri che si sono rivelati fondamentali per il soccorso. Questo per sottolineare l'importanza di continuare questa convenzione”.

A proposito di sicurezza, si parla molto del fatto che i vigili del fuoco siano sotto organico e in questi giorni la Liguria, come altre regioni d'Italia è stata colpita dagli incendi. Come vivete questa situazione?

La carenza dell'organico colpisce tutti a livello nazionale, la Liguria non è da meno. Sicuramente abbiamo una carenza importante, in qualche modo a livello sindacale stiamo cercando di far sì che il ministero ne prenda atto. Su Genova e la Liguria abbiamo spesso sottolineato che in estate, tra gli incendi boschivi e il numero di turisti che si spostano in questa regione, il carico di lavoro è moltissimo e questo determina un alto rischio di infortuni per gli operatori con l'aumento del carico di lavoro”.

Francesco Li Noce

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