Polemiche sull'apertura della nuova città dei bambini all'acquario di Genova. A sollevarle ieri ci hanno pensato i sindacati. Anche l'Arci Genova interviene sulla riapertura con un post pubblicato sulla pagina Facebook che mette in luce le carenze della nuova gestione.
“In una città dove gli spazi e l’offerta culturale per i bambini e le bambine è sempre più limitata, il Comune inaugura la nuova città dei bambini. Una buona notizia? Mica tanto. - si legge - Dietro alla notizia della riapertura, assistiamo alla trasformazione della Città dei bambini da luogo di cultura scientifica per l’infanzia, a vetrina luccicante per i turisti”.
“Costi di bigliettazione altissimi – scrive l'Arci - uniti ad un tempo massimo di presenza all’interno degli spazi di 90 minuti, dimostrano inequivocabilmente che chi ha pensato alla nuova progettazione, sicuramente non ha interesse a renderla uno spazio fruibile per i bambini e le bambine della città”. I costi, secondo quanto comunicato dal Comune di Genova ammontano a 7 euro per bambini di 2 e 3 anni, 12 euro per ragazzi da 4 a 12 anni e per gli adulti. Sono previsti biglietti a prezzo ridotto a 10 euro, 6 euro per le scuole (2 gratuità ogni 15 studenti), 8 euro per i gruppi (una gratuità ogni 20 ragazzi).
“Il pensiero pedagogico, museale, scientifico e divulgativo della vecchia città dei bambini – conclude l'Arci - era un’eccellenza a livello internazionale. Sarebbe bastato investire sulla cura, sui materiali e sulla gestione per continuare a poter garantire uno spazio prezioso per tutti: piccoli genovesi, famiglie, e anche turisti.
Si è scelta invece l’opzione vetrina, adatta a chi a Genova vuole passare 48 ore e tornare a casa con una galleria di immagini scintillanti da condividere sui social. Decisamente meno adatta, invece, a chi a Genova vive e cresce, dovendo fare i conti con un’amministrazione che, sui bambini e le bambine, dimostra di voler procedere senza pensiero, senza cura, e senza investimento”.














