Princess è una giovane immigrata nigeriana che vende il proprio corpo ai margini di una grande città. Una storia uguale a tante altre, vere com’è vero il corpo delle donne che sognano una vita migliore e non la trovano. Venerdì 18 novembre 2022, ore 21, al cinema City (vico Carmagnola 9, Genova) il film “Princess” sarà presentato dal regista Roberto De Paolis, intervistato da Francesca Savino, docente e critica cinematografica. Distribuito da Lucky Red e presentato nella sezione Orizzonti della 79ª Mostra del Cinema di Venezia, è il ritratto di una donna che reagisce con energia vitale alle prove più difficili. Ci sono alcune principesse che devono salvarsi da sole, perché il principe azzurro non arriverà mai.
Princess ha 19 anni. Il suo quotidiano, l'incontro con i clienti occasionali, il rapporto con le compagne di prostituzione attraversano un film in costante equilibrio tra la realtà e la sua rappresentazione. Come un’amazzone a caccia, si muove in una pineta che arriva fino al mare, un bosco incantato in cui rifugiarsi, nascondersi, guadagnarsi il pane quotidiano. Per sopravvivere deve fiutare l’odore dei soldi, schivare pericoli e sentimenti, un cliente dopo l’altro, senza soluzione di continuità. Finché un giorno litiga che le amiche e incontra un uomo che sembra volerla aiutare.
"Ho costruito il film – dichiara il regista Roberto De Paolis - fondendo il mio punto di vista con quello di alcune ragazze nigeriane, vere vittime di tratta, che lo hanno scritto con me e poi hanno interpretato se stesse. Si è creato così uno spazio di lavoro nuovo, libero: insieme abbiamo percorso strade diverse e credo più autentiche rispetto alla rappresentazione, spesso pietistica, a cui siamo abituati quando si parla di immigrazione, clandestinità, prostituzione. Sempre in bilico tra il racconto dal vero di una realtà degradata e quello lirico di un’umanità ferita, il film è un racconto di formazione: perché Princess, prima di ogni altra cosa, è una ragazza di diciannove anni che, aggrappata al proprio candore, cerca di resistere alla ferocia del mondo".
















