Buone idee e buone azioni per rendere la nostra città più vivibile e inclusiva. Si è ragionato su questi temi oggi pomeriggio alla Claque durante il convegno “Le città vinceranno il neoliberismo - azioni locali per un'economia globale egualitaria” organizzato da Genova che osa.
Obiettivo dell’incontro, oltre alla condivisione di esperienze che in giro per l’Europa rappresentano politiche a salvaguardia dei più fragili, è quella di creare una Rete tra associazioni, organizzazioni, amministratori e singoli per poter condividere un modello amministrativo più attento alle fasce più povere.
«Tra le buone pratiche che abbiamo condiviso questo pomeriggio, abbiamo deciso di sceglierne due - spiega Marta Serra, attivista di Genova che osa - sono quelle che sentiamo più vicine e pensiamo sia possibile mettere in pratica e realizzare anche nella nostra città».
Prima la scuola. Questo potrebbe essere il titolo dell’intervento di Jeff Van Damme, vicesindaco di Molenbeek - comune multiculturale nella Regione di Bruxelles-Capitale tra i più complessi del Paese - che ha raccontato come implementando i servizi di base per le fasce più povere sono riusciti a migliorare le condizioni di molti giovani immigrati. «In concreto - ha spiegato - abbiamo investito nella scuola: abbiamo aumentato il numero di docenti presenti, facendoci carico noi delle spese. Questo ha creato maggiore integrazione da parte dei ragazzi e nello stesso tempo sta favorendo la progressione sociale».
«La scelta di Jeff Van Damme va quindi nella direzione di superare le diseguaglianze, purtroppo il contrario di quanto sta facendo il sindaco Bucci a Genova - spiega Nina Raggi di Genova che osa - a Molenbeek si è investito sulla scuola, qui l’amministrazione ha deciso di comprare telecamere, di militarizzare il centro storico, purtroppo».
Julian Siravo, co-direttore di Autonomy, centro di ricerca con base a Londra, ha presentato una serie di proposte per valorizzare le competenze dei lavoratori favorendo la riconversione e l'acquisizione di nuove competenze verso occupazioni “verdi”. Genova che osa, insieme ad Autonomy, svilupperà uno studio per capire come Genova può creare nuovi lavori e occupazione di qualità nell’ambito della transizione ecologica.
«La ricerca avrà come obiettivo - spiega Gaggero - capire come aumentare il livello della forza lavoro a Genova e quali opere infrastrutturali sono necessarie per una giusta transizione verde. Un cambiamento è necessario, ci sono buone pratiche proviamo a realizzarle».
Al convegno hanno partecipato
Sarah McKinley (Democracy Collaborative) - Inghilterra
Thomas De Groot (Commons Network) - Olanda
Julian Siravo (Autonomy) - Inghilterra
Lorenzo Sacconi (Forum Diseguaglianze Diversità) - Italia
Matthew Brown (Leader Council Preston) - Inghilterra
Jeff Van Damme (Aldermen Molenbeek) - Belgio
Eva de Bruijn (Groenlinks Party leader Eindhoven) - Belgio
Luoisa Valentin (Trasnazional Institute)














