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Sport | 20 novembre 2022, 17:50

Genoa, benedetta sosta. Da Perugia serve una svolta, sul banco degli imputati ora anche Blessin

I due soli punti in tre gare hanno aperto una voragine di dubbi e incertezze. Ma il Grifone ha dimostrato di poter far meglio

Genoa, benedetta sosta. Da Perugia serve una svolta, sul banco degli imputati ora anche Blessin

Uno sprone o un affondo. I fischi del Ferraris, ultima immagine di calcio giocato prima della sosta dopo il pareggio casalingo col Como, sono per il Genoa l'occasione di riflessione per una sorta di un primo piccolo bilancio stagionale.

Il lavoro sul campo è di certo la miglior medicina a disposizione di un tecnico in situazioni simili, una pausa dagli impegni ufficiali per analizzare, rielaborare e migliorare senza l'assillo domenicale del risultato. L'impressione è che, in tal senso, queste due settimane potrebbero essere comunque molto importanti per il destino del Vecchio Balordo in questa stagione.

Tra Brescia, Reggina e Como due soli punti figli di altrettanti pareggi ottenuti da situazioni di vantaggio hanno infatti aperto il primo vero momento di "crisi" dall'arrivo della nuova gestione societaria che per prima ha lanciato il motto "only one year". Pure al netto della retrocessione che ben si sapeva aver radici più profonde.

Se allora bisognava "salvare il salvabile", adesso la situazione pare essersi capovolta: il Genoa è ancora, come un mese fa, una delle rose più competitive della cadetteria, bisogna solo far sì che possa rendere al meglio. Senza attaccarsi alle assenze di Sturaro (della sua lunga convalescenza ben si sapeva già dal ritiro estivo) ed Ekuban (ormai stagione finita da inizio ottobre, quasi due mesi fa), ci si attende ancora un Coda più incisivo nell'area avversaria, un Aramu in grado di "far saltare il banco" con qualche giocata e un Puscas tutto da vedere.

Insomma, ci si aspetta che questa rosa, costruita per sopperire alle assenze durante il campionato, anche a quelle più sfortunate come quella di Pajac, metta in campo tutto il suo presunto potenziale.

All'orizzonte c'è la trasferta di Perugia, forse ultima spiaggia per il trainer Blessin: al "Curi", in casa del fanalino di coda, vincere e convincere, riportando sul campo la squadra determinata e consapevole senza spocchia dei propri molti importanti mezzi pare sia a questo punto l'ancora di salvezza per l'ex Ostenda, finito ora sul banco degli imputati.

C'è chi ha parlato di luna di miele finita coi tifosi, lontano da quei post partita da capo popolo sotto la Gradinata Nord a caricarsi vicendevolmente di una fiducia non sufficiente per arrivare alla salvezza. C'è poi chi, invece, scettico sull'affidabilità del tecnico lo è stato fin da subito, accusandolo di "integralismo eccessivo".

Per qualcuno arrivare a un cambio di guida tecnica a novembre saprebbe già di sconfitta, uno sgradito ritorno a vecchie consuetudini che si pensavano ormai abbandonate con l'avvento del nuovo corso dirigenziale. Altri invece la invocano quasi come ultima spiaggia per invertire una china nelle ultime uscite decisamente meno convincente.

L'attento e non ostinato equilibrio dovrà essere però la stella polare di chi sarà chiamato a prendere le prossime decisioni. Innanzitutto sul rettangolo verde (qui tocca al mister) per recuperare, attraverso gioco e risultati, la fiducia dell'ambiente e degli addetti ai lavori lavorando nel clima più ottimale possibile. Poi da dietro le scrivanie per non gettare alle ortiche, in un senso o nell'altro, il credito acquisito finora e il buon lavoro estivo. 

Mattia Pastorino


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