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Cronaca | 22 novembre 2022, 18:03

Consulenze sospette per il Premio Paganini, la procura apre un'inchiesta

Il procuratore aggiunto Vittorio Ranieri Miniati, che coordina il gruppo reati contro la pubblica amministrazione, ipotizza i reati di falso e abuso d'ufficio a carico di ignoti

Consulenze sospette per il Premio Paganini, la procura apre un'inchiesta

La procura di Genova ha aperto un fascicolo per le consulenze per il Premio Paganini 2023 legate a tre contratti da circa 200 mila euro complessivi per il biennio 2022-23 stipulati con tre consulenti, Marco Sanzari, Manuela Svampa e Matteo Ventricelli, in passato collaboratori dei ministri M5S Bonisoli e Dadone. Lo riporta l'Ansa.

Il procuratore aggiunto Vittorio Ranieri Miniati, che coordina il gruppo reati contro la pubblica amministrazione, ipotizza i reati di falso e abuso d'ufficio a carico di ignoti.

Prima della procura anche la corte dei conti aveva avviato una inchiesta. Il fascicolo al nono piano di palazzo di giustizia è stato aperto dopo un esposto presentato dal collegio dei revisori contabili della Fondazione Teatro Carlo Felice.


Al vaglio dei pm l'incarico affidato dal sovrintendente del Carlo Felice Claudio Orazi a Marco Sanzari, Manuela Svampa e Matteo Ventricelli, per una spesa di 200 mila euro per curare l'edizione 2023 del premio Paganini. Tutti e tre erano stretti collaboratori dell'ex ministro del Movimento 5 Stelle Fabina Dadone. I soldi vengono dalle casse dello stesso premio Paganini, sostenuto direttamente dal Comune di Genova.


Un'organizzazione che per presidente ha a sua volta l'allora capo di gabinetto di Dadone, Giovanni Panebianco. Un altro aspetto che i magistrati vogliono chiarire riguarda la collaborazione, per 30 mila euro, del baritono Pier Luigi Dilengite. Dilengite è stato consigliere di Alberto Bonisoli, ministro dei Beni e delle attività culturali nel governo Conte 1.

In una inchiesta della procura di Torino è emerso che Dilengite (non indagato), parlando al telefono con un'altra persona, a proposito di Orazi spiegava come "l'ho fatto io quello, eh", "quella persona lì, sono stato io a mettere Claudio lì, eh". E ancora, "col ministro c'ho parlato io, ha parlato Claudio, l'ho portato dal ministro". 

Redazione

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