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Sport | 05 gennaio 2023, 20:24

Samp, Merlyn Partners chiude la porta al subentro. Per ora: "Costretti ad abbandonare. Se ci saranno circostanze favorevoli..."

Alla base della scelta il "venir meno delle condizioni necessarie" per un investimento che sarebbe stato da 50 milioni. Dita puntate contro Ferrero, banche creditrici e anche attuale cda

Samp, Merlyn Partners chiude la porta al subentro. Per ora: "Costretti ad abbandonare. Se ci saranno circostanze favorevoli..."

Sembrava aver assunto tutti i contorni di una "ritirata strategica" l'annunciato passo indietro del fondo Merlyn nella trattativa per il subentro come azionista di maggioranza della Sampdoria dopo l'arrivo del finanziere Barnaba nel pomeriggio a Corte Lambruschini.

Invece, a poche ora di distanza dall'ennesima assemblea in cui l'attuale maggior detentore di quote del club blucerchiato, Massimo Ferrero, aveva dato "buca" agli altri azionisti, il fondo già titolare dei francesi del Lille si ritira definitivamente dall'operazione di subentro.

E lo annuncia con una lunga nota nella quale sottolineano come siano stati principalmente tre, ossia "l’indisponibilità del socio di maggioranza a passare la mano in un frangente così delicato per il club" seguita da quella "delle due principali banche creditrici della società a considerare un piano di ristrutturazione del debito" e, non ultima "la decisione del consiglio di amministrazione della UC Sampdoria di non procedere con l’abbattimento del capitale sociale per perdite".

Condizioni "che fanno venir meno le condizioni necessarie affinché Merlyn Partners SCSp possa investire fino a 50 milioni di euro nella UC Sampdoria e avviare immediatamente un piano industriale e di risanamento finanziario creando i presupposti per il rilancio sportivo del club".

Alessandro Barnaba ha comunicato quest'oggi la decisione sia al consiglio d'amministrazione che al collegio sindacale del club genovese, prima di rilasciare in serata la nota ufficiale dove venivano spiegati i passaggi prospettati nella trattativa avviata nello scorso mese di novembre. Un progetto "industriale caratterizzato da alcune precise linee guida che avevano come principali obiettivi quello di evitare il rischio che la difficile situazione finanziaria del club potesse portare alla perdita del titolo sportivo".

Con grande dispiacere devo constatare che non vi è stato da parte dell’attuale proprietà l’interesse a trovare una soluzione che avrebbe permesso a Merlyn di effettuare il salvataggio e il successivo rilancio della Sampdoria. In mancanza delle condizioni da noi reputate necessarie, su cui abbiamo lavorato duramente in queste settimane, prime su tutte l’abbattimento del capitale sociale per perdite e il piano di ristrutturazione del debito, dobbiamo constatare che non ci sono i presupposti per poter sottoscrivere noi l’aumento di capitale che la società necessita e siamo quindi costretti a rinunciare a quella che sarebbe stata un nuova sfida difficile ma di grande fascino e importanza - ha dichiarato Barnaba, co-CIO di Merlyn Advisors che ha poi proseguito - Il nostro progetto avrebbe conferito alla Sampdoria le risorse finanziarie necessarie per riemergere dalla situazione di evidente difficoltà finanziaria nella quale si trova e continuare a competere in Serie A, garantendole un futuro economicamente sostenibile e avrebbe avviato, grazie alle sinergie con il Lille – LOSC, squadra della massima divisione francese e Campione di Francia nella stagione 21/22 posseduta al 99.9% da Merlyn Partners SCSp, un rilancio anche sotto il profilo sportivo”. 

Il tutto sarebbe avvenuto con la sottoscrizione del 100% dell’aumento di capitale da 30 milioni di euro per ricostituire il patrimonio e il versamento di ulteriori 20 milioni quale finanziamento soci per far fronte alle necessità di working capital. Da lì si sarebbe proceduto con "ristrutturazione aziendale sotto la guida di un nuovo management team di grande esperienza" e quella "dell’enorme mole di debito (finanziario e non) accumulato soprattutto nel corso degli ultimi 2 anni".

Dopodiché nella nota vengono riportati anche i progetti sportivi, come la sinergia col Lille anche con uno scambio di giocatori nel cercare di raggiungere l'immediato obbiettivo della salvezza e poi, nel lungo periodo, l'avvio di "un percorso che avrebbe portato la Società a dotarsi di una struttura moderna e adeguata al calcio di oggi con finalità e obiettivi specificatamente sportivi".

Quindi un duplice focus sulla crescita dei ricavi non legati al player trading (come ad esempio le sponsorizzazioni o il merchandising) e la "riduzione dei costi per raggiungere nel più breve tempo possibile il pareggio tra ricavi e costi ricorrenti".

Il tutto "concentrando risorse e competenze solo nella UC Sampdoria e non nel salvataggio di altri soggetti estranei al calcio", una chiara stilettata all'attuale gestione del "Viperetta", nei cui confronti le accuse sono poi quelle velate (ma nemmeno troppo) di aver ventilato soluzioni per il futuro della società la cui probabilità di realizzazione viene reputata "estremamente bassa, e che assomigliano più a palliativi finanziari che a veri e propri progetti di risanamento e rilancio".

Il rischio ora, secondo Merlyn, sarebbe quindi quello di i prolungare "la situazione di grande difficoltà in cui si sono venuti a trovare la società e i suoi dipendenti, nonché la situazione di grande disagio che stanno vivendo ambienti vicini al club, come ad esempio il mondo dei tifosi, che ancora una volta sono testimoni, per una decisione dell’attuale proprietà, del fallimento di un piano che avrebbe consentito di guardare al futuro con ritrovato ottimismo (soprattutto dopo la bella vittoria di ieri a Sassuolo) e non, al contrario, con incertezza e paura per le sorti generali della squadra" si legge nel comunicato.

Un "j'accuse" che non chiude però la porta in maniera irreversibile ma che anzi appare come un tentativo di esercitare una certa pressione nei confronti di Ferrero a fare un passo indietro: "Merlyn Advisors seguirà comunque con la massima attenzione l’evoluzione della situazione - scrivono - Qualora si dovessero verificare circostanze favorevoli alla realizzazione di un progetto industriale, certamente diverso per contenuti e condizioni da quello ora declinato, Merlyn potrebbe essere disponibile a considerare un intervento sempre nell’ottica, etica e professionale, di garantire un futuro adeguato alla Società e un ritorno sostenibile dell’investimento".

Redazione


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