Alla sala Trionfo dal 6 al 8 aprile Carmelo Rifici firma la regia de "Le relazioni pericolose", tratto dal celebre romanzo epistolare di Pierre-Ambroise-François Choderlos de Laclos che il regista ha scelto di riscrivere insieme a Livia Rossi, già sua allieva alla Scuola di Teatro “Luca Ronconi” del Piccolo Teatro di Milano.
In scena, accanto ad un cast di attori dalla consolidata esperienza quali Elena Ghiaurov, Monica Piseddu ed Edoardo Ribatto, i giovani Flavio Capuzzo Dolcetta, Livia Rossi e la compositrice e sound designer Federica Furlani.
Pur mantenendo la struttura epistolare, i nomi propri dei mittenti e dei destinatari delle lettere e la sostanza della trama, il capolavoro di Laclos funge da sorgente, da punto di partenza del lavoro drammaturgico, per una riscrittura ispirata da filosofi e letterati: da Antonin Artaud a Pier Paolo Pasolini, Friedrich Nietzsche, Simone Weil e Fëdor Dostojevskij.
Romanzi, lettere, saggi, suggestioni di pensieri e parole scritte da penne e sensibilità diverse, talora antitetiche tra loro, che, pur nella sostanziale diversità e origine, esprimono profondità e inquietudine di pensiero e scrittura.
Rifici desidera far affiorare la violenza e il potenziale bellico delle lettere: più che il profilo psicologico dei personaggi, intende far emergere le ideologie che li sottendono, le stesse che hanno suggerito l’incontro con gli autori e i filosofi da cui il lavoro trae ispirazione.
Le relazioni pericolose diviene cosi un viaggio nel doloroso campo di battaglia del pensiero, in cui il Linguaggio si incontra e scontra con la Parola in uno spazio scenico semplice, abitato soprattutto da microfoni e macchine sceniche.
Spiega l'autore: “Le relazioni pericolose è un testo scritto dal Generale Pierre Choderlos de Laclos. Il romanzo epistolare mi aveva sempre affascinato per la sua lucidità e crudeltà ma solo alla luce del trattato di René Girard finalmente ne coglievo la reale potenza. L’intuizione di Laclos, poi solo accennata nel romanzo, era sorprendente: i suoi personaggi, calati in un duello senza sconti e con effetti catastrofici, proponevano non tanto una trama di erotismo e morte, quanto una vera e propria teoria sul pensiero occidentale.”














