Le critiche all’assessore regionale alla sanità Angelo Gratarola arrivano sia da sinistra che da destra.
Stamattina in Consiglio Regionale è arrivata la richiesta di riaprire alle visite dei parenti nelle strutture sanitarie liguri. L’assessore ha riferito di voler aspettare maggio per capire meglio cosa decide di fare l’Organizzazione Mondiale della Sanità sulla situazione pandemica.
"Sebbene l'evoluzione normativa – dice Gratarola – si sia orientata nel tempo verso la ripresa in sicurezza delle visite alle persone ospiti presso le strutture socio-assistenziali, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, anche in ambito ospedaliero la presenza di pazienti fragili deve fare mantenere un atteggiamento prudente, ma nel contempo attento alle loro necessità socio-relazionali e di supporto all'interno delle strutture stesse.
Alisa, con propria deliberazione del gennaio 2023, ha espresso raccomandazioni affinché familiari e visitatori possano avere accesso alle strutture residenziali purché siano assicurate idonee misure di protezione individuale.
Questo assessorato è tutt'ora al lavoro per trovare soluzioni con le direzioni sanitarie che allentino le restrizioni nel rispetto della tutela dei pazienti, ma risulta chiaro che molto dipende dalla normativa nazionale”.
Critica l’opposizione che attacca l’assessore accusandolo, di fatto, di non scegliere:
“Questa mia iniziativa in aula arriva dopo aver scritto a tutte le aziende sanitarie, sia Asl che San Martino e Galliera, dopo aver fatto una comparazione degli orari delle visite in tutti i siti ospedalieri della Liguria, dopo aver scritto due volte all’Assessore e ad Alisa - dice Gianni Pastorino, Capogruppo Linea Condivisa in Consiglio Regionale - Ho deciso di fare questa interrogazione in Consiglio Regionale perché la situazione è assurda. Nonostante l’enorme impegno degli operatori sanitari, le loro difficoltà e il burnout vissuto a seguito della vicenda pandemia e le promesse da parte di Alisa e degli Assessori mai mantenute, la vicenda sta diventando incontrollabile.
Non è possibile che persone di oltre 80 anni perdano completamente la dimensione spazio-temporale quando entrano in una struttura sanitaria. A causa delle restrizioni queste persone sono sole e non possono ricevere alcuna visita. Questa situazione contribuisce solo ad aumentare il disagio e le difficoltà nei pazienti più fragili con ripercussioni pesanti a livello psicologico”.
Anche tra i banchi della maggioranza arrivano alcune critiche sulla decisione dell’assessore Gratarola:
“La Liguria, come altre regioni, ha vissuto una fase di enorme criticità a causa della pandemia - aggiunge Stefano Mai, Capogruppo Lega in Consiglio Regionale - Per limitare la diffusione del Covid 19 e proteggere le categorie più fragili, come da normativa, era stato disposto il fermo delle visite ai degenti ospedalieri. Lo stato di emergenza ormai è cessato da tempo e nella nostra regione il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è esiguo. Penso che una carezza, un abbraccio, la percezione del calore familiare, facciano la differenza per un malato, specialmente per gli anziani e i più fragili.
Le strutture sanitarie non possono più essere ‘blindate’ per i visitatori che vorrebbero solo dare conforto e prestare la propria assistenza ai loro cari ricoverati. Ho notizia di alcuni reparti in cui pazienti molto anziani possono ricevere visita solo un’ora al giorno e a giorni alterni”.
L' assessore alla Sanità della Regione Liguria Angelo Gratarola replica così alle parole di alcuni consiglieri regionali in merito alle attuali restrizioni Covid che disciplinano le visite ai degenti negli ospedali e nelle strutture sociosanitarie:
"Le responsabilità si assumono nel momento in cui la norma lo consente e il Ministero della Salute, non avendo recepito nuove indicazioni da parte dell'Oms, non ha ancora dato indicazioni al riguardo di un ulteriore allentamento delle misure per le visite ai degenti. La valutazione rispetto al rischio igienico-sanitario della struttura è poi in capo alla direzione sanitaria della stessa che deve tenere conto della necessità di gestire in sicurezza l'accesso alle strutture sanitarie da parte dei visitatori, valutando i provvedimenti da adottare in base alla situazione contingente del reparto e dei pazienti".














