Un aumento della Tari del 5,7%, cassonetti stracolmi (come nel caso di questa mattina in via Monte Fasce nella zona di Apparizione) e rifiuti abbandonati sui marciapiedi, mentre gli operatori Amiu devono fare i conti con un organico sempre più ridotto. Dopo l’affondo lanciato ieri dal presidente della Regione Marco Bucci, anche Federico Bogliolo, presidente del Municipio Levante, consigliere regionale (Vince Liguria) e neo vice coordinatore regionale del neonato movimento Liguria Insieme, attacca l’amministrazione comunale sulla gestione del ciclo dei rifiuti.

Al centro della denuncia ci sono l’incremento della tassa approvato nei giorni scorsi, la situazione del servizio di raccolta e pulizia in diversi quartieri genovesi e quella che Bogliolo definisce una mancata scelta del Comune sul termovalorizzatore. “Negli ultimi giorni abbiamo letto tutti dell’aumento del 5,7% dei costi della Tari, un incremento molto significativo”, afferma Bogliolo. “Se fosse accompagnato da un miglioramento dei servizi, ovviamente sarebbe valutato e accolto diversamente. Ma così non è”.
Il presidente del Municipio descrive una situazione di difficoltà che, a suo giudizio, riguarda l’intero territorio cittadino e non soltanto il Levante. “Vediamo quotidianamente quale sia la situazione, da Voltri a Nervi, passando per la Val Bisagno e la Valpolcevera: cassonetti stracolmi, rifiuti per strada e sui marciapiedi. È una condizione davvero indecorosa, che non giustifica un aumento dei costi così importante”.
Una situazione che, secondo Bogliolo, sarebbe aggravata dalla riduzione del personale impiegato da Amiu. Nel solo Municipio Levante, denuncia, gli operatori sarebbero diminuiti di cinque unità. “Non c’è bisogno che lo dica Federico Bogliolo, perché le difficoltà degli operatori Amiu sono sotto gli occhi di tutti. Non si può pretendere una città pulita tagliando l’organico: soltanto nel Levante ci sono cinque operatori in meno”.

Il presidente del Municipio esclude però ogni responsabilità da parte dei lavoratori impegnati quotidianamente sul territorio. “Sono vicino a tutti gli operatori. Ho avuto modo di confrontarmi con loro e sono veramente allo stremo, non ce la fanno più. Aumentare le bollette del 5,7% con una città invasa dai rifiuti sui marciapiedi non è tollerabile. E la colpa non è degli operatori sul campo, ma di chi governa Tursi e rifiuta di affrontare i problemi reali”.
L’intervento arriva il giorno dopo le parole di Bucci, che aveva collegato direttamente l’aumento della Tari alla contrarietà espressa dall’amministrazione comunale alla realizzazione del termovalorizzatore sul territorio genovese. “Noi facciamo il termovalorizzatore e non aumentiamo la Tari”, aveva dichiarato il presidente della Regione. “Se qualcuno aumenta la Tari e poi non vuole fare il termovalorizzatore, si dia una regolata e cerchi di capire cosa bisogna fare”.
Bogliolo riprende lo stesso ragionamento e chiede al Comune di chiarire quale strada intenda seguire per completare il ciclo dei rifiuti. “La soluzione è essere chiari su ciò che si vuole fare per chiudere il ciclo dei rifiuti. Su questo ha lavorato molto l’amministrazione precedente e oggi bisogna mettere le cose in fila e decidere. Non si può continuare soltanto a parlare e a lanciarsi la palla tra un ente e l’altro”.
Secondo il presidente del Municipio Levante, Genova non potrebbe chiedere facilmente agli altri territori liguri di accogliere un impianto destinato a trattare prevalentemente i rifiuti prodotti dal capoluogo. “Il Comune deve dire se vuole chiudere il ciclo dei rifiuti a Genova. Se non lo fa, dovrà chiedere agli altri Comuni della regione, che producono l’80 o il 90% di rifiuti in meno, di realizzare l’impianto magari in provincia della Spezia o di Imperia. Ritengo che questa strada sia davvero molto complicata e difficile”.
L’alternativa, avverte Bogliolo, è continuare a trasferire fuori dalla Liguria una parte dei rifiuti prodotti dalla città, sostenendo costi destinati a pesare sulle tariffe pagate da cittadini e imprese. “Se non chiuderemo il ciclo dei rifiuti a Genova, continueremo a portarli fuori regione. Oggi abbiamo un aumento della Tari del 5,7% e probabilmente nei prossimi anni l’incremento sarà ancora maggiore. È esattamente ciò che non vogliamo”.
“Il Comune deve scegliere cosa vuole fare”, conclude il neo vice coordinatore regionale di Liguria Insieme Bogliolo. “Non si possono aumentare le tasse, ridurre il personale e contemporaneamente rinviare le decisioni necessarie. Ai cittadini servono una città pulita, servizi efficienti e bollette sostenibili”.














