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Politica | 21 maggio 2025, 13:55

Elezioni comunali, anche gli eventi di fine campagna diventano terreno di scontro. Piciocchi: “La chiusura della Salis è l'ennesima presa in giro dei genovesi”

“Raccontano la bugia che faranno una festa per il popolo per promuovere il valore della partecipazione: come molto partecipata, del resto, è stata la candidatura di Salis, precipitata da Roma per volontà di alcuni più o meno oscuri notabili di partito”

Pietro Piciocchi

Pietro Piciocchi

Quando mancano ormai pochi giorni al voto, anche gli eventi di chiusura delle campagne elettorali diventano terreno di scontro.
Ad attaccare per primo è Pietro Piciocchi, candidato sindaco del centrodestra. “C'è grandissimo nervosismo nel campo della sinistra per l'evento di chiusura della campagna elettorale - si legge in una nota del candidato - siccome non possono fare salire su uno stesso palco Renzi, Calenda, Fratoianni e Conte, sono andati in cortocircuito e stanno optando per una chiusura in solitaria di Salis, senza leader nazionali. E allora raccontano la bugia che faranno una festa per il popolo per promuovere il valore della partecipazione: come molto partecipata, del resto, è stata la candidatura di Salis, precipitata da Roma per volontà di alcuni più o meno oscuri notabili di partito. Insomma, l'ennesima presa in giro dei cittadini genovesi, l'ennesimo schiaffo alla città di chi pensa che i genovesi siano dei tonti”.

Prima Salis si nasconde per evitare i confronti con me - aggiunge - ora nasconde i partiti che la sostengono perché è imbarazzante farli figurare assieme.  I genovesi non hanno bisogno di un sindaco che gioca a nascondino. Ebbene, immaginare al governo della nostra Genova questa anonima ammucchiata elettorale, che non ha neppure il coraggio di farsi vedere unita davanti al popolo genovese, è un vero incubo. Io sfido tutti questi signori ad uscire allo scoperto. Non siate codardi e metteteci la faccia. La nostra città ha bisogno di persone innamorate, appassionate, piene di ardore e di entusiasmo, oneste, con autentico spirito di servizio. La nostra città ha bisogno di unità e non delle vostre divisioni”. 

Un attacco che si estende alla candidata sindaca: “In questa campagna elettorale non ho mai sentito una sola volta Silvia Salis parlare di amore per la nostra Genova e di orgoglio di appartenere ad essa. Ne ha sempre parlato male e con toni irrispettosi. È la riprova che ciò che unisce il campo largo è solo un sentimento d'odio verso di me e verso il centrodestra. Ma noi diciamo con fierezza a Salis e a questo improbabile cartello elettorale che a Genova non ci sono poltrone da spartire. Che Genova non è un trampolino da usare per il lancio di brillanti carriere. Che Genova non deve essere usata ma servita con totale disinteresse”.

Redazione


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