Ritorna a Santa Margherita Ligure la fotografa Raffaella Folle con una nuova e intensa personale, dal titolo I colori del silenzio, che sarà inaugurata sabato 14 giugno alle 17.30 presso CELLA Art&Communication, in corso Marconi 2. Dopo il successo della precedente esposizione nel 2023, l’artista ligure torna a raccontare, attraverso l’obiettivo del suo smartphone, la struggente bellezza dei luoghi abbandonati, con uno sguardo rinnovato e ancora più intimo.
La mostra resterà aperta fino a giovedì 3 luglio, visitabile da mercoledì a domenica con orario 10.30-13.00 e 16.00-19.30.
Fotografa per passione, esploratrice per istinto, Raffaella Folle si muove tra rovine, fabbriche dismesse, casolari abbandonati e stanze dimenticate dove il tempo si è fermato. Se nella prima mostra aveva puntato lo sguardo sulla memoria malinconica delle cose e delle persone che quei luoghi avevano abitato, oggi l’attenzione si concentra su ciò che resta: i colori. Nonostante il degrado, i muri scrostati, la polvere e le ragnatele, alcuni dettagli cromatici sopravvivono e risplendono, testimoni tenaci di un passato che non vuole svanire.
Senza l’ausilio di filtri o post-produzione, Raffaella utilizza solo la fotocamera del cellulare. Il suo gesto artistico si esprime tutto nell’inquadratura, nella luce, nella scelta del momento. È lo sguardo a fare la differenza, trasformando lo scatto in una vera e propria opera visiva. Con delicatezza e precisione, Raffaella “pennella” immagini di rara intensità emotiva, capaci di rivelare, nel caos dell’abbandono, un ordine fragile e commovente.
Fin da giovane attratta dagli spazi dimenticati, l’artista ha saputo trasformare la sua curiosità in un progetto poetico, restituendo dignità e voce a quei luoghi che la società tende a ignorare. Ogni fotografia diventa così testimonianza e resistenza, poesia e documento, in un percorso visivo che celebra la resilienza della materia e la bellezza dell’impermanenza.
“I colori del silenzio” è una mostra che invita a rallentare lo sguardo, a sostare e ascoltare. Perché anche il silenzio, se osservato con attenzione, può parlare.














