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Attualità | 03 agosto 2025, 11:36

“Genova non può tornare indietro”: il Comitato No Forno Elettrico scrive ai giovani della città

Lettera aperta a parrocchie, associazioni, scout e centri sociali: “Ragazzi e ragazze completamente esclusi dal dibattito”

“Genova non può tornare indietro”: il Comitato No Forno Elettrico scrive ai giovani della città

“Si sta riscrivendo il futuro della nostra città, da Nervi a Vesima. E i giovani – che vivranno più a lungo le conseguenze – sono stati completamente esclusi dal dibattito”.

È una chiamata all’azione quella del Comitato No Forno Elettrico Genova che ha deciso di rivolgersi direttamente alle realtà giovanili ed educative della città, inviando questa mattina una lettera aperta ad associazioni sportive, scout, parrocchie, centri sociali, gruppi culturali e movimenti studenteschi.

L’obiettivo di questa lettera è quello di sollecitare l’attenzione e la partecipazione rispetto a un tema delicato e ampiamente dibattuto, quello del forno elettrico ad arco che il Ministero ha proposto per l’area ex Ilva di Cornigliano e che, secondo il comitato, rischia di riportare Genova a un modello di industria pesante e altamente inquinante, in netto contrasto con gli impegni presi sul fronte della transizione ecologica e dello sviluppo sostenibile.

“Genova – scrivono i rappresentanti del Comitato – aspettava investimenti sulla cultura, sul verde, sull’innovazione. Invece arriva una scelta imposta dall’alto. E i giovani, esclusi da tutto questo, stanno per ritrovarsi a ereditare un modello di sviluppo che non hanno scelto.”

Non si tratta, secondo il Comitato, di un caso isolato. La lettera richiama infatti anche le recenti notizie su un possibile sito nucleare in Liguria, interpretate come segnali di un riassetto profondo del rapporto tra Stato e territorio, sempre meno trasparente.

Alla fine, l’appello accorato a tutte le realtà civiche e giovanili della città: seguire, sostenere e condividere la battaglia affinché la scelta industriale su Cornigliano non venga subita, ma discussa alla luce del sole. L’invito è anche a costruire consapevolezza nelle scuole, nei campi estivi, nei gruppi parrocchiali e nelle attività sportive.

“Genova non può tornare indietro. Ogni realtà educativa, associativa o culturale può aiutare a pretendere un futuro scelto, non subito”.

Una chiamata alla partecipazione che segue quella di pochi giorni fa quando, all’indomani dell’annuncio della visita del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso a Genova il 4 settembre per presentare il progetto e incontrare il territorio e non solo, il Comitato ha fatto appello alla sindaca Silvia Salis perché potesse intervenire pubblicamente a contrastare nettamente la posizione del ministro Urso chiedendo inoltre un confronto trasparente con la cittadinanza.


 

I.R.

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