L’ipotesi di installare un forno elettrico nelle aree ex Ilva di Cornigliano, al centro di un acceso dibattito tra istituzioni, sindacati e comunità locali, trova un nuovo fronte di opposizione: dopo le perplessità espresse da residenti e associazioni, ultimo il Civ di Cornigliano, che tramite il presidente Massimo Oliveri ha bocciato severamente l'ipotesi, arriva il 'no' di Maurizio Amorfini, il capogruppo leghista in Municipio Medio Ponente.
“Io parlo come Maurizio Amorfini nato e cresciuto a Cornigliano, con la mia famiglia che qui vive ancora oggi: sono nettamente contrario a un ritorno al passato e quindi a qualsiasi lavorazione a caldo: mi spaventa e mi preoccupa per quello che ho vissuto”, spiega il capogruppo del Carroccio.
I ricordi sono quelli di un’infanzia segnata dalla presenza dello stabilimento: “Ho memoria di continue colate, fumo, inquinamento, e di moltissimi miei coetanei che oggi non ci sono più. Nella fascia tra i 40 e i 50 anni di oggi, tante persone sono sepolte al cimitero di Coronata per malattie respiratorie: è il frutto dell’inquinamento che abbiamo subito. Da bambino giocavo a Cornigliano e i marciapiedi erano coperti da due centimetri di terra rossa. E non dimentichiamo che era una delle vie più trafficate d’Europa, con un continuo transito di mezzi pesanti”.
Sulle prospettive lavorative, Amorfini osserva con prudenza: "Al momento sto a guardare. Dovrà arrivare qualcuno a illustrare il progetto: oggi è tutto troppo indefinito e confuso. Abbiamo partecipato a un dibattito alla Marina dell’Aeroporto organizzato dalla Fiom con i costruttori dei forni, ma non c’è ancora una via istituzionale chiara né un progetto definitivo”.
La chiusura è un impegno verso la comunità: “È giusto che Cornigliano sia entrata in pre-allarme e di sicuro io sarò al fianco dei cittadini".














